Juve, San Paolo significa svolta: ecco i precedenti. La storia si ripeterà?

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Solo cinque punti nelle prime cinque giornate di campionato, un record negativo per la Juventus nell’era dei tre punti. I bianconeri non partivano così male dal 1970. Ora, la Signora cerca l’accelerazione definitiva: dopo il successo di Manchester, il pareggio all’ultimo secondo contro il Frosinone ha un po’ spento gli entusiasmi in quel di Vinovo, ma c’è già l’occasione per un pronto riscatto. Negli ultimi anni, infatti, il San Paolo ha spesso rappresentato un punto di svolta per Madama.

GRINTA JUVE – Siamo nel 2011, è novembre, in panchina c’è Antonio Conte e la sua Juventus non ha ancora convinto del tutto. I bianconeri sono attesi da due trasferte ostiche, Inter e Napoli: arrivano due vittorie. A Fuorigrotta, però, quella squadra dimostra di avere fame e grinta da vendere. Nel primo tempo, la Juve è in balia del Napoli, che va al riposo in vantaggio di due gol, dopo aver sbagliato un calcio di rigore. Nella ripresa, però, ecco la svolta: pronti, via c’è Matri che accorcia le distanze e dà speranza. Ma la rete di Pandev a mezz’ora dal termine, che fissa il punteggio sul tre a uno, sembra mettere la parola fine all’incontro. Macché, con un moto di spirito la Signora riacciuffa il pareggio: Estigarribia e Pepe regalano un punto che significherà tanto sotto l’aspetto mentale, un punto che fa capire quanto sia forte quella squadra, nella testa prima che nei piedi.

L’INIZIO DELLA CAVALCATA – È storia recente, invece, l’ultimo successo corsaro dei bianconeri in terra partenopea. A Doha, gli uomini di Benitez hanno strappato la Supercoppa italiana a Tevez e compagni. La Signora non vive il suo miglior momento, due vittorie e tre pareggi nelle ultime cinque di campionato, con due rimonte – Samp e Inter – subite e un successo, quello nel derby, acciuffato all’ultimo secondo. Ma l’occasione del riscatto è troppo ghiotta per essere sprecata: dopo 14 anni, la Juve torna a vincere al San Paolo, rispondendo così alla doppietta di Totti nel derby. Una magia di Pogba – che dimostra di avere il piede caldo contro il Napoli – apre le danze, ma nel secondo tempo gli azzurri riportano in parità l’incontro: ci pensa Britos, di testa. I fantasmi iniziano ad assillare le menti dei tifosi juventini, che temono di rivedere quanto accaduto contro Sampdoria e Inter. Invece, no: Caceres riporta in vantaggio gli uomini di Allegri e Vidal, allo scadere, fissa il risultato sul definitivo uno a tre. La Signora torna subito a +3, si laurea campione d’inverno e inizia a mettere fieno in cascina per la cavalcata che la vedrà laurearsi campione d’Italia per la quarta volta consecutiva, vincere la decima coppa Italia e arrivare in finale di Champions League.

L’OCCASIONE PER LA SVOLTA – Oggi, la storia potrebbe ripetersi. La Juve arriva al San Paolo ancora in cerca di un’identità, nel momento più difficile degli ultimi anni. È in notti come queste che si costruisce una grande squadra, il successo del 2011 insegna. Siamo solo alla sesta, ma forse una sconfitta potrebbe iniziare a pesare sulla classifica, mentre una vittoria darebbe entusiasmo e autostima a una squadra che ne ha sicuramente bisogno. E chissà che Pogba non possa di nuovo lasciare il segno…

Felice Lanzaro (@FeliceLanzaro)

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