Summit tra senatori e dirigenza in casa Juve: manca Allegri, ma nessuna congiura

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Coppa Italia, Campionato, finale di Champions League. Questo il palmarès di Massimiliano Allegri alla sua prima stagione in bianconero. Colui che solo pochi mesi fa veniva descritto da tutti i giornali come uno stratega alla Cavour, è diventato dopo questo inizio di campionato un allenatore mediocre, perennemente confuso nella scelta degli uomini e dei moduli.

Nessuno stupore, la memoria nel mondo del pallone è una virtù non contemplata. Ma far passare l’incontro avvenuto nel pomeriggio di ieri tra i senatori bianconeri (Chiellini, Bonucci e Barzagli) capitanati da Buffon, e i vertici della dirigenza, come un complotto per estromettere il mister, è evidentemente fantascienza; un modo per destabilizzare ambiente e società.

Il meeting, programmato da tempo, serviva alla dirigenza per discutere i premi stagionali dei giocatori. Ovvio che, dato l’inizio negativo della stagione, sia stato un modo anche per capire e risolvere eventuali problemi all’interno dello spogliatoio. Nessuna congiura anti-Allegri, che gode ancora della piena fiducia dei suoi giocatori e della dirigenza.

 

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