Juve-Frosinone, l’analisi della difesa: capitan Bonucci da applausi, ma il recupero è beffardo

I troppi impegni possono giocare brutti di scherzi, stavolta è toccata a noi. Dopo una buona prestazione contro il Genoa e ampi segni di miglioramento, gli uomini di Allegri pareggiano una partita che, se fosse finita con una vittoria bianconera con più goal di scarto, non avrebbe decretato nulla di così clamoroso. Ma il calcio è anche questo: i leziosismi, l’eccessiva sicurezza nelle giocate, portano a delusione del genere. Juventus-Frosinone finisce 1-1 con tante recriminazioni da fare. Si, ma a noi stessi.

Il brasiliano Neto esordisce allo Juventus Stadium in una partita che l’aveva messo in evidenza soprattutto per la sicurezza, da vero e proprio veterano, che ha messo nelle uscite. Proprio un’uscita l’ha beffato. L’ultima, quella che non ha compiuto, quella che ha concesso a Blanchard, con un pizzico d’aiuto di Pogba, di pareggiare nei minuti finali. Il palo di Soddimo, prima del goal, rappresentava l’unico pericolo corso dal brasiliano.

Ancora una partita sottotono per Lichtsteiner. Lo svizzero gioca soltanto un tempo, ma tutte le sue giocate non hanno niente a che vedere con quelle che siamo abituati a vedere. Impreciso, poco lucido, ma soprattutto molto lento sia nei passaggi che nei cross che, se arrivano, non sono appetibili per gli attaccanti. Superlativa la prestazione di Bonucci che, insieme a Barzagli, non concedono praticamente nulla all’attacco del Frosinone. Sono loro i fautori dell’inoperosità di Neto. Il difensore ex Bari regala chiusure difensive di ottima fattura, quella su Tonev nel finale su tutte. I suoi passaggi illuminanti superano il centrocampo quando Lemina è marcato e, ad un certo punto della gara, con una giocata “alla Pirlo” mette sulla testa di Chiellini il pallone che, con il senno di poi, sarebbe valso tre punti.

Solita partita di grande intensità per Barzagli che, a parte qualche passaggio sbagliato, assicura grande lucidità e precisione in entrambe le fasi. La partita di Chiellini inizia solo nel secondo tempo, quando Allegri toglie Lichtsteiner e passa, almeno nelle intenzioni, alla difesa a 3. Il difensore toscano garantisce la solita grinta in fase difensiva e una spinta formidale in avanti. Trova sempre lo spazio per scaricare sugli esterni e far partire la manovra bianconera. Se non fosse per il turnover la panchina la guarderebbe solo da lontano.

In crescita le prestazioni di Alex Sandro che, dopo la partita col Chievo ritrova la titolarità e dimostra tutta la sua voglia di far bene con questa maglia. Quando il pallone arriva tra i suoi piedi, arrivano sempre giocate importanti che garantiscono potenziali occasioni per gli attaccanti. Si sono intravisti ampi margini di crescita in fase di ripiegamento.

 

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