Il terrore di non vincere e la fuga di massa. La “Signora”, il sogno e il grande incubo

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Prima di addentrarci in discorsi che provocano un doloroso mal di pancia al solo pensiero, è doveroso fare una premessa. Eccola qua: il campionato è lungo, mancano 33 giornate, ovvero 99 punti, scontri diretti a mai finire, enormi possibilità di ribaltare i pronostici che si sono finora creati. In poche parole, guai a pensare a fine settembre di essere fuori dai giochi, a maggior motivo se davanti vi sono squadre che hanno dimostrato tutto, tranne che di essere irresistibili.

ALIBI IMPERFETTI – Un plauso all’ Inter va però fatto. Rieccoci col mal di pancia. Chi sostiene che i nerazzurri siano a punteggio pieno aiutati da una buona dose di fortuna e da un calendario agevole, non dice nulla di sbagliato, ma non raggiunge la completezza dell’informazione. La Juventus, vedi col Frosinone, vedi con la Roma, vedi ancora con il Chievo, ha visto sempre sbattere il pallone calciato dagli avversari contro il proprio palo. E’ vero che in fase offensiva siamo in credito di fortuna, ma in zona difensiva qualche bonus ci è stato pure concesso. Evidentemente c’è chi è stato ancor di più aiutato dalla dea bendata. Calendario agevole per gli altri? Udinese, Frosinone e Chievo in casa, e poi il Genoa in trasferta, non sembravano montagne gigantesche da scalare. D’accordo per la trasferta dell’Olimpico contro la Roma, vada pure per l’ostica visita al Ferraris, peraltro agevolmente superata, ma 2 punti in tre sfide casalinghe non poteva immaginarseli nessuno. Le partite facili bisogna riuscire a vincerle, e la Juve le “passeggiate di salute” (almeno sulla carta) le ha affrontate e gettate al vento.

L’INCUBO – Torniamo al motivo principale che comporta atroci mal di pancia: tutto è ancora aperto, ma proviamo per un attimo a chiudere un occhio, anzi due, sulla stagione in corso. Tappiamoci le orecchie, sotterriamoci sotto le coperte, indossiamo i guanti e diciamolo: ma se quest’anno non dovessimo vincere? Dopo 4 anni di soddisfazioni immense, trofei su trofei, un anno di pausa, utile al ringiovanimento della rosa, potrebbe anche starci. Sì, frase bellissima che alla Juve però stona. Vincere è o non è l’unica cosa che conta? Lo è, lo è. Però se proprio dovesse andar male, per un anno, e che sia solo uno, sempre con occhi bendati, orecchie tappate e così via, accetteremmo il verdetto. Attenzione, non esageriamo! Un anno di pausa dalle sbronze post-trofei, potrebbe essere, però, pericoloso. Perché? A voi le spiegazioni.

GUAI A FALLIRE – L’estate appena trascorsa è passata alla storia (per i tifosi bianconeri) come la stagione degli addii. Comprensibili quelli di Pirlo e Tevez, dettati da motivazioni personali e familiari, mentre più articolata quella di Vidal. Il cileno, secondo quanto riferito in Baviera in conferenza di presentazione, ha intuito come possa essere più semplice vincere la Champions con una squadra come il Bayern Monaco, piuttosto che con la Juve. Non è la scoperta del secolo. Neanche una finale di Champions League giocata pochi mesi fa, è servita o servirà per modificare il concetto e il pensiero giustamente espresso dal guerriero sudamericano. Il rischio è, pertanto, che giocatori di altissimo livello, quali Pogba e Morata, inseriti in un contesto incapace di vincere, anche se per un solo anno, possano farsi stregare dalle lusinghe straniere (leggasi Barcellona e Real) e abbandonare il carro il prossimo luglio. Il francese sembra destinato a partire comunque, ma un discorso è venderlo perché lo ha deciso la Juve, un altro è cederlo perché il giocatore insiste a scappare, con evidenti conseguenze anche sul prezzo del cartellino. Lo spagnolo, sempre più immerso nell’ambiente bianconero, rimane pur sempre madrileno e nato nella cantera galactica; il richiamo del Bernabeu si farà sentire. E se dovesse andar male, ma proprio male? Siamo sicuri di avere lo stesso appeal degli anni scudettati, del double e della rincorsa a Berlino? Seppur pieni di soldi da spendere, verrebbero i top player nella nuova Juve? In poche parole: sbagliare ci può stare, anche per la Juve, ma fallire no!

Ah ragazzi, non vi avevo anticipato una cosa fondamentale. Ciò che è stato scritto è solamente la descrizione di un incubo notturno post Frosinone. Tutto viene apparecchiato per il “Sogno”. Piace pensarla così, perché se poi in rimonta si fa il miracolo, tutto è ancora più bello. A maggio so già che saremo di nuovo tutti a festeggiare il quinto!

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