Lippi: “Nulla di strano nella partenza della Juve; ecco perchè. Per lo Scudetto lotteranno in cinque. Montero e Vialli mi chiamavano per avere consigli da allenatore…”

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Intervistato all’interno della redazione del Corriere dello Sport, il mister campione del mondo Marcello Lippi ha voluto dire la sua a proposito di campionato, di Juve, dei nuovi tecnici emergenti e tanto altro. Ma andiamo con ordine riportando un estratto delle sue dichiarazioni.

Su Conte e la Nazionale: “Non rimarrà alla guida della Nazionale ma comunque porterà a termine il suo ciclo biennale. Lui andrà in fondo perchè è una persona seria. Ma che voglia tornare a fare l’allenatore mi pare evidente, ha bisogno di quell’adrenalina come l’aria. Io alla Nazionale? Mai dire mai soprattutto nel calcio, tuttavia io mi rivedrei bene come direttore tecnico, ma vale in generale. Un ruolo dirigenziale in azzurro sarebbe possibile ed anche utile; perchè di certe assenza sapeste di come si accorgono quelli che magari hanno altri interessi…”.

Sulle possibili sorprese stagionali e la Juve in crisi: “Non vedo sorprese veramente. E’ un torneo anomalo. Le date del calciomercato; non esiste che ci siano titolari per due partite in una squadra, che poi si ritrovano in prestito, cambiando squadra, per la terza giornata. Gli allenatori hanno avuto la squadra definitiva il venerdì, praticamente due giorni prima della terza partita. Per questo dico che ci sta tutto in questo inizio rocambolesco. Per completare il discorso sulla Juve, non serve che dica io chi è andato via dei bianconeri in estate. Se a questo aggiungiamo l’infortunio di Marchisio ed un po’ di sfortuna, ecco che non c’è nulla di strano nella partenza frenata della Juventus”.

Lotta allo Scudetto: “Le mie cinque candidate allo Scudetto sono Juventus, Roma, Inter, Milan e Napoli. Mancini è stato bravo a fare quadrato ed approfittare di una dirigenza che lo ha preso l’anno scorso, dove ha potuto vedere e valutare tutto per poi fare le sue richieste, lavorando serenamente godendo del credito accumulato dalle precedenti vittorie in nerazzurro. Ad un altro avrebbero detto no. La sua squadra ha forza e centimetri”.

Curiosità, rapporti difficili finiti in amicizia: “Penso a quello con Vieri. Ci fu tensione fra noi in mezzo ad un Juve-Atalanta. La sera stavo cenando in un ristorante e mi sento toccare la spalla da una manona; era la sua. “Dai mettiti qui seduto”. Parlammo a lungo e non abbiamo più smesso di fidarci l’uno dell’altro”. 

Il più forte giocatore allenato: “Zinedine Zidane. Il più grande di tutti negli ultimi 40 anni è stato Maradona, negli ultimi 20 Zidane. Voi avete visto quello che ha fatto in campo; non potete capire cosa faceva in allenamento; era uno spettacolo, una persona speciale, un ragazzo eccezionale ben oltre il neo della testata a Materazzi nella finale di Berlino”. 

Molti ex giocatori allenati da Lippi sono oggi allenatori: “Evidentemente sto diventando troppo vecchio ma qualcosa ho trasmesso. Consigli? Montero mi chiamava da Montevideo: “Misteeeer, dimme qualcosa…”. Vialli da Londra all’epoca del Chelsea, mi chiamava all’una di notte: “Ma faccio bene a fare così o faccio cosà?”.

Buffon: “No, lui allenatore no. Lui deve stare là, lui è un fenomeno. Sa sempre trovare frasi coinvolgenti, perfette per il momento. E’ perfetto per come ragiona, è un comunicatore nato”.