Juve-Frosinone, le pagelle dei bianconeri: la dura legge del gol

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La dura legge del gol. Lo cantava Max Pezzali, lo ha certificato la Juventus. Che in casa, col Frosinone, non va oltre l’1-1. Una beffa tremenda, un calcio alla sfortuna. E una testata di Blanchard che riempie di fantasmi il “fortino” Stadium…

Ecco le pagelle.

NETO 5.5 – Quel palo l’ha fatto tremare, Soddimo decisamente meno. Senza paura nelle uscite, fuorché quando davvero contava: quello di Blanchard è un goloso cioccolatino.

LICHTSTEINER 5.5 – Sottotono, quasi in modalità risparmio. Napoli, del resto, è vicina. Molto vicina.
CHIELLINI 6 – Il passaggio alla retroguardia folta fa discutere, ma i centimetri di Chiellini risultano decisivi in entrambe le fasi (fosse entrato quel colpo di testa?). E il mancino di Tonev non ha scampo sul finire di partita.

BARZAGLI 6 – Chiuso bene ogni spiffero ciociaro: mai in sofferenza, mai in affanno. A tre, poi, è una garanzia assoluta.

BONUCCI 6 – Due istantanee perfette riassumono il match di Leo: quella sterzata nei minuti iniziali che beffa Castillo, e poi la chiusura su Tonev che sbarra inizialmente la strada al pari del Frosinone. Applausi.

ALEX SANDRO 6 – Rispetto al Chievo, il lavoro tattico frena il suo estro. Ma si vede che Allegri ha lavorato tanto su di lui.

STURARO 5.5 – Meglio d’altre volte, ma non benissimo. Tiene tanto in copertura, specie su Soddimo. E finché non gli si chiede qualità, va tutto bene.
DYBALA 6.5 – Non è un caso: entra l’argentino, la Juve si sblocca. Non è assolutamente un caso. E il motivo è presto detto, anzi: visto. Perché la scossa è tutta lì, nell’area di rigore: riempita dall’orgoglio e dal talento di Paulo. Che merita di più, a partire da Napoli.

LEMINA 7 – Esce stremato, ma con un sorriso infinito. Perché Mario Lemina ci è riuscito: ha finalmente ribadito al mondo che lui non è una comparsa in questa Juve, bensì uno degli attori principali. Come ha fatto? Ringhiando. Su tutti. E dimostrandosi d’una intelligenza attribuibile a pochi, quasi come se fosse un veterano di mille notti del genere. Chapeau.

POGBA 5.5 – Il dribbling a Gori è solo il preludio per un crescendo fenomenale. Più nel gioco, più sgombro mentalmente, più Pogba. Meravigliosamente e straordinariamente Pogba. Con le “cazzate” della sua età: come quelle di cui parlava Allegri. E come quella che costa il pari…

PEREYRA 6.5 – Gli manca il gol, “solo” quello. Per il resto, non gli si può rimproverare assolutamente nulla. Di certo non l’abnegazione, non la voglia, non lo spirito di sacrificio. Sarà preziosissimo.

ZAZA 6.5 – Un match da titolare, un gol. Stando alle statistiche, Zaza è una sorta di fenomeno. E quella mezza rovesciata che prova, quasi tenderebbe a dimostrarlo. Quasi, però. Perché il gol invece è sporco, da bomber vero: ciò che gli chiede il mister, insomma. Altro che tacchi, altro che numeri.
HERNANES 6 – Entra per dare equilibrio, e un po’ ci riesce anche. Quel sinistro, fortissimo, avrebbe meritato altra sorte.

CUADRADO 7 – È il migliore dei suoi. Vive in perenne percussione, corre con raziocinio e si prende carico della manovra offensiva. Ecco il top player del mercato, ecco Juan: ala, trequartista, leader.

ALLEGRI 6 – Fa bene ad arrabbiarsi, e farebbe bene a scaricare un po’ di colpe. La sua Juve gira, ma non punge. E certe volte parlare di “sfortuna” aiuta, ma non serve. Ora c’è da compattarsi e ripartire. Ancora.

Cristiano Corbo

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