Baggio: “La Juve ha ancora qualcosa in più. Berardi miglior talento italiano, mentre sulla Figc…”

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Entrare nell’immaginario collettivo comune è cosa per pochi. Di certo ci è entrato Roberto Baggio, grazie al suo stile e al suo modo di essere, oltre ovviamente al fatto di aver regalato emozioni forti sul rettangolo di gioco. Nonostante le sette squadre cambiate in Serie A, è riuscito a farsi amare da tutti i tifosi di calcio. Oggi sul Corriere dello Sport è presente una sua intervista, in cui ripercorre alcune tappe della sua carriera e parla anche del calcio di oggi.

RAPPORTO CON I TIFOSI – “Sono rimasto legato a tutte le squadre in cui ho militato, davvero. Tifo per tutte quelle in cui ho giocato. Anche se la mia squadra del cuore resta il Boca Juniors. Alla Juventus non fui tanto felice di andare? Non avevo nulla contro i bianconeri. E’ che volevo restare a Firenze. E poi la società fece un gioco non bello. Mi vendette senza dirlo. Io dicevo ai tifosi che non sarei andato via e un bel giorno scoprii che, tenendomi all’oscuro di tutto, mi avevano ceduto. Si faceva così, allora. Poi si dava la colpa ai giocatori che volevano andar via per soldi. Balle, almeno nel mio caso. Io volevo restare per gratitudine per la gente di Firenze. Per i primi due anni non ho giocato. Mi hanno aspettato e voluto bene. Come fai a dimenticarli? Mi successe la stessa cosa a Bologna nel ’97. Ero stato venduto all’Inter a metà campionato, avrei dovuto giocare lì da gennaio. Ma i tifosi avevano fatto gli abbonamenti con me in squadra. Così rinunciai, al trasferimento e ai soldi, e finii la stagione al Dall’Ara”.

FIGC – “Ho rinunciato all’incarico al settore tecnico della Figc per la troppa burocrazia, che vive perché tutto rimanga com’è. Altrimenti equilibri che cambiano tendono a mutare anche poteri stratificati da secoli. Io volevo fare qualcosa per il calcio dei giovani. Ogni anno continuano a sorgere talenti. Ma non c’è struttura, sistema. C’è una immensa dispersione di possibilità e di fondi. Ma dovevo scontrarmi con chi il calcio non sa neanche dove sta di casa”.

TALENTI ED EREDI – “Il miglior talento del calcio italiano? Non ho dubbi: Berardi. Mi piace molto. Il mio erede? I miei eredi sono solo i miei figli. Se poi mi chiede chi è il giocatore più forte… Messi è il migliore, nel mondo. Quando decide di fare gol, lo fa. Mi sarebbe piaciuto giocare con lui. Anzi mi piacerebbe giocare oggi. Con le nuove regole e tanta tv certo avrei preso meno calci e avrei avuto meno infortuni”.

LOTTA SCUDETTO – “Mi rendo conto che dirlo dopo queste prime tre giornate sembra strano, ma io resto convinto che la Juventus abbia qualcosa più di tutti”.

 

Oscar Toson