La felice “utopia europea” e il fascino pericoloso del 4-3-3

Nel calcio moderno ogni giocatore deve saper svolgere in maniera adeguata sia la fase difensiva che quella offensiva: naturalmente chiedere ad un attaccante di fare il terzino sarebbe alla lunga controproducente quando non dannoso, per quanto siano le punte ad avere l’onere del primo pressing in fase di non possesso sull’avvio dell’azione avversaria. Prova ne siano i movimenti di Morata, martedì sera a Manchester: lo spagnolo lo ha fatto con i tempi giusti quando il pallone arrivava a Sagna (correndo sulla traiettoria del pallone, e non quando lo stesso era arrivato tra i piedi del difensore), salvo poi lanciarsi negli spazi alle spalle di Mandzukic per puntare la porta.

IL FORMAT EUROPEO. Un lavoro estenuante ma necessario, soprattutto in un contesto europeo: in fase di non possesso, infatti, la Juve si disponeva con un 4-5-1 (a tratti anche un 4-1-4-1)  con Hernanes davanti alla difesa e Cuadrado basso a destra. Densità a centrocampo, superiorità numerica sulle fasce: naturalmente se la squadra fosse rimasta schiacciata, tutto questo lavoro sarebbe stato inutile, poiché ci sarebbe stato poi troppo campo da “coprire” per andare a far male in avanti. Invece Bonucci e Chiellini sono stati molto bravi a tenere la linea difensiva sempre alta, compattando la squadra (cosa che non si era ancora vista nelle prime tre giornate di campionato) e consentendo a Cuadrado e Morata di rendersi pericolosi anche in fase offensiva.

GIOCO DI SQUADRA. Insomma, si vince e si perde da squadra, perché il collettivo esalta le qualità del singolo come successo contro il City: la squadra di Pellegrini è invece l’esatto opposto del calcio praticato dai bianconeri, perché cerca di esaltare il collettivo attraverso le giocate del singolo, ma questo non sempre può riuscire. Ma l’esperimento del 4-3-3 con Morata largo a sinistra, sebbene abbia avuto successo, non potrà essere sempre riproposto: innanzi tutto perché lo spagnolo è un attaccante puro, e non sempre potrà svolgere il massacrante lavoro di martedì sera. Inoltre, col recupero di Marchisio e Khedira e il progressivo inserimento di Lemina, Hernanes tornerà a fare il trequartista, soluzione che escluderebbe a priori il 4-3-3.

L’UTOPIA DEL 4-3-3. E Cuadrado? Il colombiano si esalta nel tridente, o al massimo nel 3-5-2: ma la Juventus ha due esterni difensivi di assoluto valore a sinistra (Evra ed Alex Sandro) e nessuna ala d’attacco “pura” da quel lato. Ecco perché crediamo che la Juventus vista a Manchester rappresenti un esperimento tattico che non rivedremo spesso, soprattutto in campionato: salvo trovate tattiche dell’ultim’ora, come ad esempio l’avanzamento di Alex Sandro o il dirottamento in stile-Morata di Dybala (soluzione, a parer nostro, molto fantasiosa). Cuadrado deve giocare perché è in gran forma, ed è lecito aspettarsi grosse novità tattiche al suo riguardo, ma non crediamo che Morata si “farà il mazzo” (Allegri dixit) per 50 partite all’anno. Salvo essere clamorosamente smentiti: in realtà, è quello che speriamo.

Gennaro Acunzo

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