A questa Juventus servono tempo e pazienza. Nell’attesa c’è già uno scontro cardine

Disfattismi? No, grazie. La Juventus esce a testa bassa (per la seconda volta consecutiva) dallo Stadium dopo lo striminzito pareggio in casa contro il Chievo, arrivato, peraltro, soltanto a 7′ dal termine con un rigore trasformato da Paulo Dybala.

I bianconeri, a tratti, sono sembrati spaesati in campo, ma, in altre occasioni, hanno dimostrato di avere grinta e carattere da vendere, fermati soltanto dalla sfortuna: vedasi l’azione del palo di Pereyra seguito da un salvataggio sulla linea su un tiro a botta sicura di Pogba e susseguente semirovesciata alta di Dybala.

Insomma, non è un momento positivo, ma non bisogna neanche piangersi troppo addosso.

Mix giusto di tempo e pazienza – Ai bianconeri serve tempo e pazienza. Il tempo, quello per amalgamare i nuovi acquisti tra di loro e creare una miscela che sarà sicuramente esplosiva: Dybala, Alex Sandro, Cuadrado, Hernanes, Morata sono calciatori che hanno qualità indiscusse, ma che non hanno mai giocato assieme. La maggior parte di loro, inoltre, è giovanissima e alle prime armi con il bianconero; diamo loro un periodo di assestamento.

La pazienza, quella che è mancata ai tifosi che hanno fischiato all’intervallo. Come ha spiegato Allegri nel calcio è impossibile vincere sempre; i bianconeri, forse, hanno abituato troppo bene alcuni supporter, che non intendono stare al suo fianco anche nei momenti bui. Inutile dire che, in questo caso, lo slogan “fino alla fine” sarebbe non inutile, ma di più.

Scommettiamo che tra un paio di mesi, se si farà un buon lavoro, la Juventus brutta delle prime tre giornate di campionato sarà un lontanissimo ricordo?

Intanto, però… – Sembrerà un paradosso, anzi, sembrerà che le righe successive siano il contrario di quello scritto in precedenza. Non è così. Una stagione parte ad agosto e finisce a maggio: per sperare di arrivare competitivi sui tre fronti fino a primavera, c’è bisogno di costanza, se non nelle prestazioni, quantomeno nei risultati. E se il campionato è lunghissimo e mancano ancora la bellezza di 35 giornate, che potrebbero permettere il recupero di punti lasciati per strada nelle prime partite, non si può dire di certo la stessa cosa per la Champions. Martedì sera, a Manchester, andrà in scena un match importantissimo per la coppa di cui la Juventus è vicecampione. Il calendario è stato agrodolce: da un lato ha riservato questa partita proprio come prima, facendo un dispetto a Madama, dall’altro, però, ha fatto in modo che venisse giocata in trasferta, così che, in caso di risultato negativo (che nessuno spera), ci potesse essere recupero di punti nella partita allo Stadium. Ma a perdere nessuno ci pensa.

La Juventus, infatti, per continuare ad essere top anche in campo europeo, deve avere la consapevolezza di poter qualificarsi agli ottavi di finale senza patemi, come successo nelle ultime due occasioni. Non bisogna, in poche parole, ripetere quanto accaduto negli scorsi anni, con i finali di girone eliminatorio palpitanti e talvolta indigesti (Istanbul).

Per poterlo fare, dunque, c’è bisogno di interpretare la partita al meglio, soprattutto dal punto di vista mentale. Il solo punto raccolto nelle prime tre di campionato non deve pesare, ma deve essere uno stimolo per cercare di fare bene sotto gli occhi di tutta l’Europa.

Per rimanere nelle top del Vecchio Continente, dopo il Westfalenstadion, lo Stade Louis II e il Bernabeu, violati nella scorsa stagione, la Juventus deve conquistare anche lo scalpo dell’Ethiad, per iniziare un nuovo ciclo vincente e cominciare a far capire chi comanda.

Luigi Fontana (@luigifontana24)

 

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