“Piaccia o non piaccia”, ci spieghino perché quelle telefonate furono occultate

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Ebbene sì, siamo costretti a leggere ancora di Paparesta chiuso dentro uno spogliatoio. Sentenza e musica della Cassazione, che sembra si è divertita a tracciare il solito scenario di un Moggi “satanico” che tutto orchestrava e tutto comandava nel calcio italiano. “Potere di interlocuzione aggressiva e minacciosa, frutto soltanto di un esercizio smodato del potere“; “ideatore di un sistema illecito di condizionamento delle gare del campionato 2004-2005 (e non solo di esse)”. Sono alcuni dei passaggi delle motivazioni che gli ermellini hanno descritto, tracciando un quadro ideale (a quanto sembra) atto a impedire alla Juventus di inoltrare qualsiasi ricorso alla Figc.

Dall’altro lato c’è il Tribunale di Milano, che ha invece aperto un piccolo (ma a ben vedere enorme) spiraglio a proposito dell’accusa di diffamazione rivolta da Facchetti junior a Moggi:  secondo le toghe milanesi, i dirigenti dell’Inter all’epoca hanno tenuto comportamenti «non propriamente commendevoli»: Moggi (e la Juventus) sono stati puniti assai duramente, i nerazzurri si sono visti assegnare uno Scudetto.

Ecco, noi non vogliamo che vada a finire all’italiana, cioè a “tarallucci e vino”: non vogliamo che, salomonicamente, si finisca per togliere lo Scudetto di Cartone alla seconda squadra di Milano a mo’ di contentino per la Juventus, lasciando “vuoti” i titoli del 2005 e del 2006. Non staremo a ricordare per la millesima volta tutte le risultanze processuali che hanno ampiamente dimostrato come quei due campionati (in realtà solo il primo, dato che il secondo non è mai stato oggetto d’indagini) fossero ampiamente regolari, ma vogliamo che quei due Scudetti vengano ufficialmente riconosciuti a chi li ha vinti sul campo.

A tal proposito è bene ricordare che il 9 ottobre uno dei testimoni-chiave dell’accusa di Calciopoli, il signor De Cillis, verrà processato a Napoli per falsa testimonianza. De Cillis significa schede svizzere, uno degli architrave del Grande Imbroglio: rischia dai 3 ai 6 anni di carcere. Sarà molto interessante vedere come andrà a finire, e soprattutto sarà divertente vedere quale sarà il risalto mediatico che i giornali daranno a questa fondamentale vicenda. Anche perché tra la sentenza del Tribunale di Milano contro Facchetti e le “motivazioni” della Cassazione,  è inutile sottolineare cosa abbia trovato più spazio sulle rosee pagine dei quotidiani sportivi.

Eppure da qui potrebbe dipanarsi un’altra spinosissima questione, che Nico Penta ha giustamente evidenziato in un post su Facebook: “Mi chiedo come mai la società Juventus non chieda una commissione d’inchiesta sulle telefonate volutamente occultate x evidenziare lo strapotere di Moggi“. Già: perché, dopo una sentenza di Tribunale in cui si parla esplicitamente di comportamenti “non propriamente commendevoli”, nessuno si chiede “come mai” quelle migliaia di telefonate furono occultate? Fu lì che iniziò tutto: quel “piaccia o non piaccia” risuona oggi più che mai nelle teste dei tifosi della Juventus. “Piaccia o non piaccia”, qualcuno nascose volutamente le intercettazioni riguardanti l’Inter, facendo venir fuori soltanto quelle in cui figuravano dirigenti della Juventus: se esiste una giustizia in Italia, chiediamo che qualcuno risponda a questa domanda. 

Gennaro Acunzo