Draxler: “Allo Schalke c’era troppa pressione. Non mi sentivo pronto per un’avventura all’estero”

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E’ stata la telenovela dell’estate in casa Juve: Julian Draxler alla fine dopo lunghi corteggiamenti ha deciso di non cambiare aria e campionato accettando l’offerta del Wolfsburg. E parla così dei suoi primi giorni con la sua nuova maglia:

QUI C’E’ MAGGIORE SERENITA’ – “Mi sto inserendo velocemente, sono contento. Ora che tornano i nazionali conoscerò tutti. Voglio dimostrare che ho tanta voglia di far bene. Rispetto a Gelsenkirchen l’atmosfera è più tranquilla. Per ora ho firmato pochi autografi, la città non è molto grande. Sono convinto che a Wolfsburg si possa lavorare bene. Se la prestazione non è buona si viene sì criticati, ma i giudizi credo siano meno drastici sia in positivo che in negativo. C’è più serenità”.

DIFFICILE LAVORARE ALLO SCHALKE – “Lo Schalke si ama proprio perché non c’è mai pace, ma a volte è difficile lavorare lì. Tifosi e giornalisti ci mettono anima e corpo. Appena si perde una partita si mette subito tutto in discussione. Vivevo tale situazione da quando avevo 17 anni, era stressante. Allo Schalke bisogna diventare adulti in fretta”.

ECO MEDIATICO – “Io e la mia famiglia non eravamo abituati, per questo è stato difficile, c’era molta pressione. So che i tifosi dello Schalke non sono contenti. Dal di fuori forse il mio trasferimento non è comprensibile. Lo Schalke è pur sempre un grande club in Germania. In molti pensavano che se fossi partito sarebbe stato per un top club estero. Ho deciso di non andare in un altro Paese perché non mi reputo pronto per un’avventura così, per questo passo”.

 

Oscar Toson

 

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