Stop, coi rimpianti stop! C’è la nuova Juve: tre leader in meno, ma tante soluzioni in più

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Non è certo passato inosservato il mercato della Juventus. Il caso Draxler, per quanto smentito in alcuni contorni dal direttore bianconero Beppe Marotta, ha fatto da padrone in questa calda estate di trasferimenti. Al tifoso bianconero, più che il mancato arrivo del tedesco, fa male la partenza di tre fenomeni quali Pirlo, Vidal e Tevez. Il mese di settembre, però, sancisce la parola fine ai vecchi rimpianti e ai dolorosi addii, e apre le porte ad una stagione nuova da affrontare con ottimismo.

BASTA RIMPIANTI – La Juventus ha perso tanto in qualità e in carisma. Non esiste nel pianeta Terra un giocatore che possa imitare, in mezzo al campo, le movenze e le invenzioni del Genio di Brescia. In avanti, per sostituire un attaccante come Tevez con un altro dello stesso carisma, della stessa grinta, esperienza e cattiveria, servivano almeno 50 o 60 milioni da spendere, e per un ultra trentenne. 40 milioni (compresi bonus) per Vidal sono un’occasione più unica che rara e andava sfruttata; bisognava venderlo. Poi, è comprensibile che il popolo bianconero, da sempre attento alle vicende della propria squadra, sia rimasto deluso dal fatto che la dirigenza abbia trovato un sostituto soltanto a poche ore dalla chiusura del mercato, accontentandosi (si fa per dire, visto il valore del giocatore in questione) di uno “scarto” dell’Inter. Di sicuro, non si può dire che Marotta e Paratici abbiano passato l’estate al mare o che non abbiano lavorato: se poi, le altre squadre non hanno ceduto alle lusinghe bianconere, poco male. Se ci sarà da criticare, lo si farà a maggio prossimo, non adesso che la squadra ha bisogno del sostegno di tutti.

PIU’ FORTI DI PRIMA – Persi tre leader, è vero. Ma la rosa della Juventus ha raggiunto con questa sessione di mercato un livello di completezza mai toccato nel corso del quadriennio. Nel ruolo di portiere è stata mantenuta altissima l’asticella sostituendo una sicurezza come Storari, con un giovane (classe ’89), Neto, da anni titolare in Serie A ed in Europa e dal futuro assicurato. In difesa, l’incerto Ogbonna è stato rimpiazzato da un giovane rampante, Rugani, che promette molto bene: non ci soffermiamo sull’evidentissima bontà dell’operazione da un punto di vista economico. A destra ci sono tre soluzioni: Lichtsteiner, Caceres e, all’occorrenza, Padoin. A sinistra è arrivato un vero e proprio Campione del ruolo, Alex Sandro, al quale si affianca tutta l’esperienza del sempreverde Evra e la duttilità del tuttofare Padoin. In attesa che ritorni Asamoah. I possibili centrali sono ben cinque: Chiellini, Bonucci, Barzagli, Rugani e Caceres; quest’ultimo (come tutti d’altronde) impiegabile da centrale sia nella difesa a 4 sia in quella a 3.

CENTROCAMPO ANCORA TOP – L’arrivo di Hernanes aggiunge al centrocampo bianconero la qualità che effettivamente mancava fino a qualche giorno fa. Tanto scetticismo sulla linea mediana, ma Marchisio, Pogba e Khedira (tra circa un mese) formano un trio di centrocampo di livello mondiale e davanti a loro il profeta brasiliano rimane un vero e proprio top player della Serie A. Le alternative, seppur giovani, ci sono. Sturaro può giocare da mezzala a destra e sinistra con personalità da veterano; Asamoah al rientro potrebbe riprendere la sua antica posizione friulana di interno mancino; Lemina, passato sotto traccia e con poco clamore, riesce a svolgere qualsiasi ruolo del centrocampo; Padoin è il jolly che (vice Pirlo a parte) può giocare dovunque e Pereyra è il trequartista di scorta nonché il dodicesimo uomo della Juve, la prima sostituzione da fare.

MIX DEVASTANTE – Tra il reparto di centrocampo e quello di attacco si colloca Juan Cuadrado, l’alternativa che permette di poter giocare anche con il 4-3-3. Il colombiano può far bene da esterno alto sia a destra sia a sinistra. Non è da escludere, in partite un po’ più semplici, un suo utilizzo da mezzala per aumentare il livello di qualità in campo o da esterno destro nel 3-5-2 a tutto campo. In attacco, la torre c’è: si chiama Mario Mandzukic ed è una certezza a livello internazionale. Il giovane talento c’è ed è Dybala, autore di 2 reti in 3 partite finora disputate (2 iniziate dalla panchina). Morata è probabilmente un livello sopra tutti, e i tifosi cominciano a fare gli scongiuri fin da adesso, perché non vogliono certo assistere la prossima estate ad un altro addio strappalacrime. Infine Zaza, titolare della Nazionale, come quarta punta è un lusso che poche squadre possono permettersi.

Insomma, le icone dei “tre caballeros” che ci hanno lasciato sono sempre sul comodino, ma chi è arrivato può lasciare un segno altrettanto importante. Il comodino è grande e spazioso, fatevi amare.

 

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