Draxler, allo Schalke scoppia il caso. L’allenatore: “C’è da chiedersi perché sia andato via”

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Julian Draxler non era solo l’elemento più tecnico dello Schalke 04, ma era un vero e proprio simbolo. Nel 2013, quando rinnovò con la società tedesca, quest’ultima diede molta importanza all’evento, mandando addirittura 8 furgonicini in giro per la regione con la scritta “con orgoglio e passione fino al 2018”.

Draxler, però, era stato chiaro: sarebbe rimasto così a lungo solo se lo Schalke avesse compiuto il definitivo salto di qualità. Cosa che non è accaduta. E, ora, ha deciso di cambiare aria, scegliendo il Wolfsburg.

“Abbiamo perso il giocatore più forte della rosa. La qualità è scesa”, ha sbottato il tecnico Breitenreiter, indispettito per l’accaduto, che denota come in quel di Gelsenkirchen non si riesca a tenere i propri talenti: “Fino al week end pensavo che restasse – ha continuato –. Se giovedì avessi saputo che se ne sarebbe andato, venerdì col Wolfsburg non lo avrei schierato”.

Breitenreiter, poi, ha lanciato un allarme: “La società e l’ambiente devono chiedersi il perché un giocatore come Draxler sia andato via. Abbiamo altri grandi talenti, dobbiamo stare attenti”. Draxler, infatti, non è il primo campioncino fatto in casa a ‘scappare’: l’ultimo, prima di lui, è stato Neuer.

L’allenatore, infine, ha attaccato, neanche troppo velatamente, la dirigenza: “La società stessa ha accentuato il clamore intorno a Draxler. Io, per esempio, non sarei andato in giro in camion per la città il giorno del suo rinnovo. Ai giovani viene montata la testa. Perché per esempio Götze non decide di prendere in mano il proprio destino?”.

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