Dentro la falsa partenza della Juve

allegri_pensieroso_milan_ansaLa sconfitta con l’Udinese aveva sorpreso tutti, facendo sorgere molti dubbi ai tifosi più tendenti al catastrofismo, ma i più lucidi avevano rassicurato: ci può stare, a volte capita, servirà di lezione, il mercato aiuterà. La gara con la Roma sembrava l’occasione perfetta per riscattarsi, invece quanto accaduto all’Olimpico ha messo a dura prova anche chi dopo la sconfitta dello Stadium predicava ottimismo. Zero gioco, zero idee, Roma superiore e sconfitta meritata che lascia la Vecchia Signora clamorosamente a zero punti.

IL CROLLO DELL’OLIMPICO – Andiamo con ordine, partendo proprio dalla sconfitta contro i giallorossi. Che la squadra di Garcia ha meritato il successo l’abbiamo detto, ma non è possibile non evidenziare i demeriti della Juventus. La squadra di Allegri ha rinunciato a giocare la partita, e secondo chi scrive il tutto faceva parte di un piano ben preciso. Aspettare la Roma, ‘sacrificando’ Mandzukic là davanti e cercando di resistere puntando sulla solidità difensiva, per poi inserire nella seconda parte di ripresa i giocatori con più gamba: Pereyra, Morata e Cuadrado. Il gol di Pjanic ha rovinato tutto. Ma perché scegliere questa tattica? Qui arriviamo a quella che è senza dubbio tra le problematiche principali.

FORMA FISICA – La tattica di Allegri spiegherebbe anche la panchina di Pereyra e la scelta di un centrocampo muscolare con Sturaro e Padoin, e si è resa necessaria, seguendo la nostra interpretazione, per la forma fisica precaria della squadra. Sia chiaro, nessuno critica la preparazione svolta. Semplicemente la Supercoppa ha costretto a svolgere un certo tipo di lavoro e questo potrebbe essere la causa della forma non esaltante. I giocatori più imponenti e che fanno di atletismo e forza fisica le loro armi migliori, infatti, hanno faticato tutti: Sturaro, Pogba, Mandzukic, Chiellini, Padoin. E i più in palla sono sembrati coloro che, per un motivo o per l’altro, non hanno seguito totalmente la preparazione (Pereyra e Cuadrado). Abbiamo fatto una domanda in merito a mister Allegri in conferenza stampa, ma lui ha negato, evidenziando il finale in crescendo della squadra. Appare piuttosto evidente come il finale in crescendo non smentisca la teoria esposta.

MAROTTA 28-10-2009

MERCATO – Inevitabile un cenno al mercato. In molti hanno criticato amaramente Marotta ancor prima della chiusura. Il motivo? Allegri è stato obbligato a schierare Padoin in cabina di regia perché dal mercato non è arrivato il sostituto di Pirlo. Un altro Pirlo non è arrivato, ma siamo sicuri che la colpa della presenza del Pado in quella zona fosse di Marotta? Facciamo un esempio. La Juve ha due portieri di lievllo assoluto: Buffon e Neto. L’alternativa giocherebbe titolare in qualsiasi squadra e in questo modo la Juve si è tutelata. Immaginate se entrambi per uno strano scherzo del destino si infortunassero. Dovrebbe giocare Rubinho. Direste che è per colpa della squadra costruita male? Sostituite a Buffon e Neto i nomi di Marchisio e Khedira e a Rubinho Padoin e il gioco è fatto. Il caso influisce. Usarlo come alibi è da codardi, negarlo totalmente è da stupidi. Del mercato in generale parleremo in separata sede, ma nella nostra analisi era inevitabile questo chiarimento.

TESTA E CUORE – Fattore impossibile da ignorare: il nervosismo. La Juve in queste prime due uscite non è apparsa sicura e lucida come è sempre stata, ma ha mostrato tanto nervosismo e parecchie difficoltà di concentrazione. Bonucci non ha mai sbraitato tanto contro i compagni come domenica, mentre Pogba è sembrato quasi isterico. Segnali non incoraggianti, che denotano una mancanza di tranquillità. Compito di Allegri aiutare i suoi a ritrovarla. Prima ancora che sul modulo, il tecnico dovrà lavorare su questo. Benissimo, invece, cuore e orgoglio. La grinta è riemersa dopo lo schiaffo, portando quasi al pareggio e questa è stata senza ombra di dubbio la cosa che più di ogni altra fa ben sperare.

TATTICA – A livello tattico non è ancora sicuro come giocherà Allegri. Il 4-3-3 è un’ipotesi affascinante, ma la sensazione è che il 3-5-2 non verrà abbandonato del tutto, così come il 4-3-1-2, soprattutto ora che è arrivato Hernanes. Quel che è certo è che ci sono meccanismi da oliare e intese da trovare. Le incomprensioni tra nuovi e vecchi sono state innumerevoli e Mandzukic che taglia verso il centro, mentre il passaggio del compagno va in profondità sull’esterno è qualcosa che difficilmente rivedremo dopo la sosta. Uomini a disposizione e varianti tattiche non mancano, si può creare una creatura affascinante.

Edoardo Siddi (@Edosiddi)

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