Mercato Juve “The day after”, poco Allegri e per nulla contenti

Il barnum estivo ha finalmente chiuso i battenti ed è legittimo affermare che relativamente all’ ultimo mese di trattative i sostenitori juventini sono stati spogliati di molte ragioni per le quali essere se non Allegri, almeno contenti.

L’ abbrivio, pur con qualche legittima perplessità ascrivibile all’ enorme quantità di denaro investita per acquisire i diritti alle prestazioni del talentuoso Dybala ed alle condizioni fisiche di Khedira, gran giocatore, dalla cartella clinica però assimilabile ad una di Equitalia, per le inquietudini di cui era foriera, tutto sommato era apparso soddisfacente.

Mandžukić, Rugani e Neto avevano arricchito il quadro di un mercato preventivo interessante, ma tuttavia da completare insufflando nella rosa, e segnatamente nel reparto di centrocampo, almeno un autentico fuoriclasse di caratura internazionale al quale affidare le chiavi della manovra.

Poiché, come noto da tempo, il desiderio del tecnico pro tempore si coniugava perfettamente con l’ impossibilità di reperire un omologo di Pirlo, il profilo ricercato corrispondeva a quello di un trequartista, magari non di purissima elezione e preferibilmente duttile.

L’ attenzione generale, ben sostenuta dalla grancassa mediatica che per ovvie ragioni commerciali molto enfatizza ( quando non inventa… ), si è focalizzata dapprima su Oscar e poi su Götze, con divagazioni varie intorno alle figure di ÖzilIsco, Pastore e Çalhanoğlu, ma l’ obiettivo reale, checché ne dica Marotta per giustificare la sesquipedale e planetaria figura da peracottaro rimediata, è sempre stato Julian Draxler.

Mentre la parte di universo zebrato più incline ai sogni fantasticava l’ arrivo di un maestro dell’ arte prestipedatoria e pensava che l’ interesse per il tedeschino fosse un abile diversivo per occultare sapientemente la vera identità del prescelto, quella più critica ed attenta, affatto distratta dall’ incessante andirivieni nella hall del Grand Hotel Juventus ( fuori Ogbonna, dentro A. Sandro e Cuadrado, fuori Coman e Llorente ) e dalla scelta mediatica di assegnare la casacca n. 10 a Pogba, paventava l’ assenza di un piano alternativo e si chiedeva quanto fossero autentiche, da parte del club, le sbandierate velleità di soggiorno prolungato nel gotha continentale.

L’ ultimo giorno di contrattazioni ha sgombrato il campo dagli equivoci.

A prescindere dalle dilettantesche modalità che hanno caratterizzato la transazione per un giovanotto di belle speranze ed incerta salute, il cui prezzo di cartellino non giustificava l’ assunzione di un rischio assolutamente sproporzionato rispetto ai benefici solo eventuali che sarebbero scaturiti dalla sua incorporazione nel tessuto bianconero, l’ esservi arrivati senza aver saputo individuare ed assoldare ( era la priorità ) il fulcro attorno al quale costruire una Juve orfana dei tre “mammasantissima” che sono voluti andare via, denota chiaramente l’ intenzione di non voler alzare l’ asticella delle ambizioni.

La vergognosa faccia tosta con la quale il Direttore Generale ha pervicacemente spacciato, mentendo, l’ intenzione di migliorare il parco giocatori con altre due immissioni “da Juve” ( l’ ultima volta il 19 agosto a Villar Perosa ) è stata letteralmente sverniciata dalle risultanze finali.

Posto che desidereremmo tanto capire quale idea di Madama abbia il suddetto, giacché tali Lemina ed Hernanes, con tutto il rispetto, sono più facilmente accostabili alle tristissime compagini zebrate condotte da Marchesi e Del Neri, che a quelle di una potenziale armata vincente, la domanda sorge spontanea: e adesso?

A ranghi completi, pur con gravi carenze di personalità nel settore nevralgico e nonostante un allenatore poco proclive alle ricostruzioni, la Juve non può essere la squadra da Subbuteo vista a Roma; se dopo la provvidenziale ( per una volta… ) sosta imposta da Italpalla saprà ripartire a spron battuto, a livello italico sarà ancora competitiva.

Quanto all’ agone continentale, beh…, lì le carenze di leadership non possono essere spalmate e nemmeno prevedono bonus; si pagheranno tutte e subito. Salvo miracoli che, proprio perché tali, accadono molto sporadicamente… Il campo dirà.

Ezio MALETTO ( @EzioMaletto )

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