Ecco il “profetico” e saggio contentino. Roma, pochi ma buoni. Milano c’ha provato con tutti

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Guai a chi parlerà di mercato da domani in poi. Fino a gennaio solo esclusivamente calcio giocato. Stressante come non mai, ieri alle 23 è terminata una delle più strane  sessioni di mercato degli ultimi anni. Vediamo come è andata.

IL GAP – Lo si sapeva già, ma il big match dell’altro ieri ne ha dato la conferma: il gap tra Roma e Juventus si è ridotto notevolmente. Probabilmente è esagerato affermare che i ruoli si siano addirittura capovolti, ma fatto sta che i giallorossi hanno operato molto bene nel mercato. Dzeko è il giocatore che alla Roma mancava da anni, forse da oltre un decennio; Iago Falque è stato ieri decisivo, Salah a tratti straripante e Digne promette bene.

LAST MINUTE – E la Juve? Premesso che il compito di sostituire Pirlo, Tevez e Vidal è un lavoro impossibile, c’è poco da recriminare sugli innesti di Mandzukic, Dybala e Khedira (per citare i più importanti). Qualche rimprovero va, a buon diritto, rivolto ai dirigenti della Vecchia Signora per essersi ritrovati a poche ore dalla chiusura del mercato senza il trequartista tanto richiesto dal tecnico. Hernanes non è certamente la prima scelta, non è la seconda, e neanche la terza. E’ stata comunque una mossa molto intelligente, che non cancella certo l’insoddisfazione diffusa tra i tifosi, ma che da un punto di vista puramente sportivo ha più di un senso: con il solo acquisto del brasiliano, la Juve risolve (o almeno ci tenta) quattro problemi contemporaneamente. Trovato il trequartista da inserire dietro le punte (ruolo naturale del Profeta); si aggiunge qualità alla linea mediana bianconera (Pogba, Marchisio ed Hernanes formerebbero un eventuale centrocampo a tre di primissima qualità); il calciatore può giocare anche mezzala o regista (come quando sostituiva Ledesma alla Lazio); ecco trovato chi si occuperà della maggior parte dei calci piazzati. E’ infatti di tutto rispetto lo score sui rigori e punizioni dell’ex Inter e di assist su calcio d’angolo. Insomma, un contentino di qualità superiore ai vari Montolivo e Soriano (nomi che facevano rabbrividire il pubblico dello Stadium), ma neanche lontanamente confrontabile ai prestigiosi nomi circolati durante l’estate (Isco, Draxler, Gotze, Oscar).

SOLITA DIMENTICANZA – Solito problema a Napoli. Confermati tutti i big in avanti, nessuna partenza, ma per l’ennesimo anno sembra si siano dimenticati qualcosa. Se il centrocampo ha linfa nuova con la tecnica e la visione di gioco di Valdifiori, e tanta corsa e muscoli con la grinta di Allan, in difesa è rimasto il classico vecchio Napoli. Non ci si poteva certo aspettare che un Chiriches qualunque potesse risolvesse tutti i problemi dei partenopei. Proviamo a vedere il lato buono della medaglia: Reina rispetto ai predecessori, qualche problema lo risolverà tra i pali.

MILANO CHIAMA TUTTI – Lo shopping milanese è noto in tutto il mondo. Il lunghissimo listone di Mancini è stato quasi interamente soddisfatto con i nomi richiesti dallo stesso tecnico: non proprio le prime scelte per ogni singolo ruolo ma, a parte Eder (sfumato in extremis), non si è andati molto lontani. Adesso niente più scuse per Mancini. L’Inter l’ha costruita lui, a suon di telefonate. Dall’altre sponda del Naviglio il mercato si è svolto in maniera complessa, confusionaria per certi aspetti, e dopo i proclami dei primi mesi (Ibra, Witsel) sono arrivati Balotelli e Kucka. Non esattamente la stessa cosa. Romagnoli, talentuoso, da solo non trasforma la difesa rossonera in un bunker inespugnabile. Da valutare questo Milan. Unica certezza: Mihajlovic in panchina non sarà tenero e distribuirà poche carezze ai suoi.

Adesso questo benedetto spazio alle nazionali: al ritorno si comincia sul serio. Niente più errori, bisogna capovolgere la classifica e ristabilire le gerarchie. Le difficoltà per la Juve ci sono state, non lo si può negare, e ci vorrà del tempo prima di recuperare i giusti equilibri e la serenità che hanno contraddistinto gli ultimi quattro anni, ma non è certo assurdità affermare che , fino a prova contraria, ieri era ancora calcio d’agosto. Rialziamoci!

Mario Basilicò