Juve, unico diktat: ritrovare l'equilibrio perduto attraverso la cultura del lavoro

Juve, unico diktat: ritrovare l’equilibrio perduto attraverso la cultura del lavoro


Non era mai accaduto nella storia bianconera che si perdessero i primi due match del campionato. Dopo lo 0 a 1 subito allo Stadium contro l’Udinese, all’Olimpico di Roma la Juventus perde nuovamente il passo e i giallorossi portano a casa i 3 punti. Marotta e la sua squadra mercato hanno rifondato per buona parte la rosa per iniziare un nuovo ciclo di vittorie: l’età media è stata abbassata notevolmente e molti ingraggi vanno sistemati, come è giusto che sia. Ma quello che preoccupa maggiormente in queste due prime uscite della nuova Serie A è la forma fisica e mentale che sembra precaria.

RITROVARE GLI EQUILIBRI – Allegri ha mille gatte da pelare, su tutti ci sono nuovi meccanismi da trovare in questo prototipo di Juve. Inoltre pezzi importanti della squadra come Marchisio, Khedira e fino ad oggi Morata sono rimasti fermi ai box. Contro l’Udinese c’era stata una reazione quasi confusionaria, mentre oggi è stata più ragionata nonostante gli ultimi 20 minuti finali in 10 a causa dell’espulsione di Evra. Ora con la sosta per le nazionali, Allegri e il suo staff hanno due settimane di tempo per trovare il bandolo della matassa con la squadra ormai al completo, data l’imminente chiusura del mercato. Qualche passo falso poteva anche essere messo in programma data la rifondazione a cui è stata sottoposta la squadra, ora serve lavorare duro e tornare il 13 settembre allo Stadium contro il Chievo con la voglia di tornare subito a vincere.

Non bisogna abbattersi per queste due sconfitte subite contro Udinese e Roma. La Juventus c’è e attraverso la cultura del lavoro si può tornare a vincere, non solo le partite ma anche trofei. Da subito serve spirito di rivalsa e voglia di mettersi nuovamente in gioco.

 

 

Oscar Toson