Il Re Leone e la Juventus: una storia d'amore e di riscatto

Il Re Leone e la Juventus: una storia d’amore e di riscatto


Ci sono storie nate per caso. Storie d’amore, di stima, di unione e di riscatto. Storie che non prendono subito il volo, ma che, una volta decollate, toccano il punto massimo della felicità. E parliamo di quella vera, quella in grado di dare un senso al destino che non ne vuole sapere di cambiare rotta. Ma forse il punto è proprio questo: il segreto sta nel trovare la marcia giusta per cambiare strada. Un po’ come il legame tra Fernando Llorente e la Juventus. Alti, bassi, ancora alti, di nuovo bassi. Ma una stima reciproca senza misura e un legame così forte che sarà difficile rompere. Perchè il Re Leone ha incarnato fin da subito lo spirito bianconero, quella “juventinità” che non è da tutti.

Eppure l’inizio non è stato dei migliori: Fernando faticava in quel settembre 2013 a trovare la sua dimensione in quel nuovo spogliatoio. Squadra rivoluzionata, ambiente nuovo e qualche problema in più spazzato via da quel suo primo, splendido gol contro il Verona. Perchè il destino ha voluto che fosse lo Stadium la casa del suo battesimo. Un colpo di testa vincente e l’esultanza rabbiosa sotto la curva, a spazzare via tutte quelle critiche ingiuste. “È solo bello” dicevano. Ha saputo pure ballare, aggiungiamo noi. Da quel giorno una crescita continua, di prestazioni precise e puntuali segnate da gol decisivi. E il suo compagno di reparto di allora lo aiutava: tra l’Apache e il Re Leone scorreva un feeling intenso. Poi, come è normale che sia, i momenti no arrivano per tutti e allora Nando non poteva essere immune. Qualche gol di troppo sbagliato, ma mai una parola fuori posto.

Ed è forse questo che lo rende migliore di molti altri: Llorente ha saputo rimanere al suo posto in silenzio, anche quando nella seconda stagione in bianconero si è visto sfilare il posto dal suo connazionale Alvaro Morata. Un colpo basso, mandato giù senza fiatare e senza lasciare niente al caso, perchè poi quando entrava in campo scaricava tutto lì. Ma di gol decisivi ne continuava a segnare e quello in Champions contro il Real è solo uno dei tanti. E poi l’estate 2015, la rivoluzione in attacco e i troppi nomi in uscita. E quella voce che lo vedeva lontano da Torino che si faceva sempre più insistente e che è diventata realtà nelle ultime ore. Il Re Leone lascia la Juventus per approdare al Siviglia. Un duro colpo per chi credeva ancora in lui e nei suoi occhi. Perchè forse poteva andare diversamente, ma è quella rotta di cui parlavamo sopra alla quale non si può sfuggire che cambia tutto. E non ci resta che salutare il giocatore sì, ma l’uomo prima di tutto, quello sincero e corretto, quello disponibile e con quel sorriso da incanto sempre stampato sulla faccia. E allora ciao Re Leone! Dal cuore d’oro e dagli occhi cielo.

Moira Marchetti