Caso plusvalenze, cambia tutto per Agnelli: svolta epocale in arrivo

Nuovo capitolo del caso plusvalenze. Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene ancora nell’occhio del ciclone, con una svolta epocale in arrivo. 

In casa Juventus la dirigenza sta cercando di mettere in piedi un progetto che dia vita ad un nuovo ciclo vincente. Con l’ingaggio di Thiago Motta si vuole guardare al futuro, attraverso una società che intende investire sul mercato decisamente più di quanto è stato fatto nell’estate scorsa. La figura apicale di Cristiano Giuntoli rimane al centro del nucleo societario bianconero.

A proposito di società, prosegue il caso plusvalenze che vede protagonisti il vecchio corso del club. Andrea Agnelli Maurizio Arrivabene si trovano ancora nell’occhio del ciclone per l’inchiesta che li aveva costretti alle dimissioni più di un anno e mezzo fa e che aveva portato alla penalizzazione di 15 punti che aveva escluso la Juve dalle Coppe. Il caos, dopo svariati passaggi, è arrivato ad un punto di svolta. Una tappa che può mettere la parola fine all’intera indagine.

Il Tar della Regione Lazio ha deciso di sospendere il giudizio e di passare la palla alla Corte di Giustizia Europea. L’organo regionale ha dato ragione ai due imputati. Sarà quindi l’ente comunitario a stabilire se la giustizia sportiva italiana sia compatibile con i principi del giusto processo. Ma facciamo un passo indietro.

Inchiesta plusvalenze, decide la Corte di Giustizia Europea: la sentenza del Tar

Circa un anno fa Arrivabene era stato prosciolto dai due gradi di giustizia sportiva. Sentenze disapprovate dalla FIGC, che aveva optato per il proscioglimento della Corte Federale d’Appello, ritenendo che fossero emersi elementi nuovi per rivedere il giudizio. Di fronte a tale provvedimento, Agnelli Arrivabene si sono presentati davanti al TAR del Lazio per contestare quanto deciso dalla Corte Federale e dal CONI, i quali avevano emanato atti amministrativi.

Il TAR fa ben sperare Agnelli e Arrivabene
La Corte di Giustizia Europea decide sul caso plusvalenze (LaPresse) -spazioj.it

Una richiesta tuttavia spigolosa, in quanto contraria all’indirizzo generale dell’ordinamento italiano, espresso attraverso una misura della Corte Costituzionale, secondo cui questa tipologia di atti non può essere annullata dal giudice amministrativo. L’ente aveva inoltre stabilito, attraverso due delibere, che atleti e dirigenti soggetti a sanzioni disciplinari potessero chiedere solamente un ristoro economico ma non l’annullamento.

Ora uno punto cardine della giustizia sportiva italiana può decadere per sempre. A confermarlo sono recenti sentenze emanate dai giudici della Corte di Giustizia Europea, secondo cuiuno Stato membro non può precludere ad un atleta o ad un dirigente sportivo il diritto di chiedere ed eventualmente ottenere l’annullamento di un atto degli organi sportivi. Agnelli e Arrivabene attendono dopo la “vittoria” al TAR.

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