Caso Fagioli, interviene l’esperto che lo cura: il retroscena sulla Juve

L’esperto che cura Fagioli per il caso scommesse ha svelato un retroscena sulla Juventus: le sue parole.

Durante l’ultima sosta per le nazionali, in casa Juventus ha tenuto banco il caso scommesse legato a Nicolò Fagioli. Il centrocampista classe 2001, da tempo indagato dalla Procura e dalle forze dell’ordine, è stato squalificato per 12 mesi – 5 dei quali commutati in prescrizioni alternative.

La Vecchia Signora, nonostante tutto, ha deciso di non abbandonare il giocatore offrendogli il rinnovo contrattuale fino al 2028. Proprio riguardo questo aspetto, e non solo, è intervenuto l’esperto – il dottor Paolo Jarre – che cura Fagioli.

Le parole dello specialista Paolo Jarre su Fagioli e il caso scommesse

Di seguito le parole di Paolo Jarre rilasciate all’edizione odierna del Corriere dello Sport.

Nicolò in questo momento sa che non è solo, sa che la Juventus non lo abbandona. È un investimento in fiducia. È dare una prospettiva stabile alla sua carriera e direi alla sua vita, dando contenuto a quel vuoto interiore che Nicolò sentirà per i prossimi 7 mesi. Sapere che c’è qualcuno che non solo lo aspetta, ma che crede ancora in lui, può davvero salvarlo.

L’esperto ha poi proseguito parlando del problema scommesse nel mondo del calcio.

Il problema del gioco d’azzardo riguarda dall’1 al 3% della popolazione. In Serie A ci sono circa 500 calciatori, quindi coinvolgerebbe dai 5 ai 15 atleti. Siccome poi sono maschi, giovani, con tanti soldi, tanto tempo libero e in media hanno un basso livello d’istruzione, quell’1-3% va moltiplicato almeno per 3.

Le dichiarazioni dell'esperto che cura Fagioli
Fagioli esperto dichiarazioni – LaPresse – spazioj.it

Per me il problema riguarda almeno 40 calciatori di A. Si sentono invincibili. Hanno una quantità di soldi enormemente superiore rispetto a quello che serve loro. Un medico dopo 30 anni di lavoro guadagna 4.500 euro al mese, loro 100 mila a inizio carriera. I soldi per questi ragazzi sono come delle fiches, in tasca è come se avessero denaro del Monopoli.

Jarre ha concluso parlando del perché i calciatori scommettono e soprattutto perché sui siti illegali.

Una puntata al gioco d’azzardo attiva nel cervello l’equivalente di una sostanza psicoattiva, è quasi una droga. Dà le stesse sensazioni di un gol, di un assist, di un rigore decisivo. Il lavoro che va fatto con i ragazzi ludopatici è diminuire i picchi e abituarli a spalmare quel piacere tramite gratificazioni che durano nel tempo. Si gioca su siti illegali perché quelli legali non garantiscono la stessa “dose” di dopamina. E poi non garantiscono in toto l’anonimato, hanno limiti di vincite che i calciatori ritengono irrisori e non concedono nella fase iniziale i crediti che danno le piattaforme illegali.

Queste le parole dello specialista che cura Fagioli.

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