“Allegri ci chiede di difendere in campo”, rivelazione in diretta dei due bianconeri!

Intervistati entrambi da DAZN, i due bianconeri hanno parlato della loro esperienza alla Juventus. 

La Juventus continua la sua preparazione alla Continassa in vista del big match di domenica sera contro il Milan: tutti i nazionali ormai sono rientrati a Torino, e ora Allegri in questi ultimi due giorni ha a disposizione tutti i propri giocatori per preparare al meglio la sfida contro i rossoneri.

La sosta nazionali ha portato via alla Juventus Danilo, infortunatosi proprio con la nazionale brasiliana, e Fagioli, squalificato fino alla fine del Campionato perché coinvolto nella vicenda calcio scommesse. Allegri, inoltre, dovrà valutare le condizioni di Chiesa e Vlahovic, che piano piano stanno rientrando in gruppo.

Intervista a Dazn, le parole di Weah e McKennie

L’emittente televisiva DAZN ha intervistato due bianconeri, Weah e McKennie, entrambi di origini statunitensi: l’esterno è arrivato a Torino nella scorsa sessione estiva di mercato, mentre Weston è rientrato alla base dopo i 6 mesi di prestito al Leeds, e in questo avvio di Campionato sta trovando molto più spazio.

Weah e McKennie si raccontano
Weah e McKennie LaPresse spaziojuve.it

Queste le parole di Weah sulla città di Torino e sul rapporto con Allegri:

Torino è bella. Anche se spesso stiamo a casa nel tempo libero, devo dirvi. Seguo il football americano come tanti americani. 

Mi sto ambientando. Allegri mi chiede continuamente di difendere, capisco molto bene l’Italiano, sto imparando in fretta. Una volta che una cosa mi entra in testa, poi, ci resta.

Mckennie, invece, ha parlato di come è nato il suo rapporto con il calcio e quali sono i suoi idoli, nati proprio durante il vissuto in Germania:

Il mio rapporto con il calcio è nato in Germania, all’età di 6 anni: prima non sapevo che sport fosse. Per me le palle erano da basket, baseball, softball..Però la Germania è stata la cosa migliore che potesse succedermi.

Idolo? Non uno, ma due: Buffon e Del Piero, conosciuti durante la vittoria dell’Italia della Coppa del Mondo. Ero in Germania in quel periodo e c’erano parate, festeggiamenti: erano i miei due idoli. Quindi quando sono arrivato alla Juve ho pensato: ‘Che figata!’

Ho sempre potuto fare molti ruoli e questo è un’arma a doppio taglia. A fine carriera vorrei essere ricordato come uno grande in una posizione e non buono per tante. Mi vedo come un 8, un centrocampista, ma farò tutto ciò che serve per far vincere la Juve.

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