Juve, Gatti e la classe operaia bianconera: un legame che si rinnova

La Juventus batte il Torino e a sbloccare la partita ci pensa un gol di Federico Gatti in mischia su calcio d’angolo. 

La Juventus si gode la sosta dopo la meritata –  e fondamentale – vittoria di ieri contro il Torino. Tre punti che proiettano i bianconeri al terzo posto in classifica, due lunghezze dietro all’Inter seconda. Tre punti su cui c’è la firma indelebile di Federico Gatti.

È stato proprio il difensore bianconero a sbloccare il match ieri, con un gol al termine di una mezza mischia su calcio d’angolo. Una rete che ha evidenziato le qualità di Gatti: tenacia, determinazione e anche un po’ di sano opportunismo. Il nativo di Rivoli sembra non mollare mai e a dispetto di qualche errore tecnico – vedasi Sassuolo – rimane sempre sul pezzo: l’ennesimo esponente di quella “classe operaia” che da sempre fa le fortune della Juventus.

Juventus e classe operaia: una storia infinita

Il gol, poi l’esultanza rabbiosa. Da brividi. Sì, perché nella corsa di Federico Gatti verso la curva della Juventus ci sono tutti – o quasi – gli ingredienti che permettono ad ogni bambino di innamorarsi del pallone che rotola.
C’è il furore di chi ha dovuto lottare tanto per vivere momenti così. C’è il sorriso di chi vive un sogno che non vuol più abbandonare. C’è la consapevolezza di chi ha imparato che la vita dà un’opportunità anche a chi sembra meno conforme ad un certo tipo di destino. Basta mettercela tutta.

Gatti, Juve e classe operaia
Gatti e la Juve, la nuova classe operaia bianconera (ANSA – Spazioj.it)

La storia di Federico Gatti somiglia a quella di chi non ha mollato mai: fino a tre anni fa dilettante che lottava per un sogno, oggi titolare di una Juventus che per sua stessa ammissione ha l’obiettivo di tornare a vincere.
Il gol di ieri e la successiva esultanza certificano un legame ormai importante tra il difensore nativo di Rivoli e il mondo bianconero. L’ennesima storia d’amore tra la Signora più amata d’Italia e calciatori che rappresentano quella che potremmo definire “classe operaia del pallone”.
Un microcosmo di cui hanno fanno parte – tanto per citarne alcuni – simboli bianconeri come Beppe Furino, Angelo Di Livio, Moreno Torricelli e Fabrizio Ravanelli. Calciatori venuti dal nulla – o quasi – con capacità tecniche modeste e carisma da vendere.
Proprio come Gatti: l’ultimo “operaio” bianconero destinato – ora sì – a scrivere un pezzo di storia.

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