Serie A, Rizzoli: “Arbitri condizionati? Svelo la verità”

Il Campionato di Serie A è ormai alle porte e così come le squadre, anche gli arbitri si stanno preparando al ritorno in campo.

Sabato 19 agosto inizierà ufficialmente il nuovo Campionato di Serie A 2023-2024: per la Juventus dovrà essere una stagione di riscatto, dopo gli alti e bassi della passata stagione, legati anche a vicende extra-campo.

Così come le squadre di Serie A, anche la squadra arbitrale è pronta a scendere in campo per la nuova stagione. In vista della prima giornata di Serie A, in programma questo fine settimana, ai microfoni di Sky Sport è intervenuto Nicola Rizzoli, responsabile della classe arbitrale americana (CONCACAF).

Rizzoli, le parole in vista della nuova Serie A

L’ex arbitro di Serie A e direttore della finale del Mondiale del 2014 ha toccato diversi temi durante l’intervista a Sky Sport, tra cui VAR e tempo effettivo di gioco. Queste le sue parole:

Le polemiche sul VAR ci saranno sempre: fa parte del gioco, così come l’errore umano. Per quanto sia una macchina tecnologica, si può sempre andare fuori pista, come quelli di Formula 1… Quando arbitravo io, tutto il mondo poteva riguardare le immagini e l’unico a non poterlo fare era l’arbitro. Adesso è stata data la possibilità di correggere l’erroreQuello che fa polemica e che lo farà sempre è il metodo di utilizzo, che è il lato umano.

Var e tempo effettivo: i temi trattati da Rizzoli
Schermo Var ANSA spaziojuve.it

Per me il tempo effettivo rimarrà un’utopia perché va a interrompere dinamiche di gioco in cui una squadra può mettere in difficoltà un’altra. È l’obiettivo del calcio far sì che l’altro sbagli per segnare un gol. Cambierebbe tanto: molto più corretto sarebbe calcolare il recupero in maniera adeguata e far sì che tutte le partite abbiano lo stesso minutaggio.

Molte persone sono ancora convinte che l’arbitro possa condizionare una partita, ma in realtà non è così. Un errore può condizionarla, non l’arbitro. Il direttore di gara ha come obiettivo far sempre del proprio massimo.

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