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Miretti: “Sono gobbo da cima a fondo!”, poi la rivelazione su Marchisio

Un delle note lievi di questo inizio di stagione bianconera è sicuramente Fabio Miretti, classe 2003, forte, un predestinato, insomma.

In un’intervista rilasciata a Dazn, per la rubrica PiedixTerra, il centrocampista ha raccontato la sua passione per il calcio e il suo amore per la Juve, toccando anche altri temi.

Miretti Juventus Nazionale

Le parole

Quando ho iniziato a giocare a calcio era il mio sogno, non c’è stato un momento preciso. Quando sono entrato alla Juve ero un bambino, ho sempre dato per scontato il contratto e che avrei dovuto studiare per avere un futuro. Questa estate ha chiuso una stagione impegnativa, l’u21, poi l’u19 e dopo l’Europeo c’è stata la maturità e fino al 10 luglio ero impegnato a scuola“.

La cosa più difficile? La maturità, a calcio non ho problemi. Entrare alla Juve così giovane, facendo tutta la trafila, ti fa maturare più in fretta. Però è anche una cosa caratteriale, da quando sono bambino sono sempre stato un leader in squadra. Poi sono stato capitano per parecchi anni a livello giovanile, è una cosa che ho dentro. Entrare nello spogliatoio della Juve, dopo aver fatto tutto il percorso, essendo tifoso, mi ha fatto molto effetto. L’esordio non è paragonabile, però ci sono una serie di cose che fanno capire dove sei arrivato. Lo spogliatoio, allenarsi con loro, le trasferte e poi giocare con loro”.

Su Marchisio: “L’ho visto per la prima volta davanti ad una pizzeria a Torino, l’anno scorso. Abbiamo parlato un po’ e mi ha scritto qualche messaggio dopo la Youth League. E’ un punto di riferimento perché, quando sono arrivato al settore giovanile della Juve, tutti dicevano: ‘Sono più quelli che non ce la fanno rispetto a chi ce la fa, guarda Marchisio’. Io ce l’ho fatta in questo mini percorso, dal settore giovanile alla prima squadra, adesso però arriva il difficile“.

Sulla Juve: “Indipendentemente dal periodo, noi giocatori dobbiamo fare il massimo per vincere. E’ una questione di responsabilità e attaccamento alla maglia. Sappiamo che gli infortunati ci potrebbero dare una mano, però quelli che vanno in campo hanno una responsabilità a prescindere dagli assenti. Siamo la Juve e dobbiamo vincere. Sono ‘gobbo’ da cima a fondo, lo sono sempre stato”.

Sui giovani calciatori italiani: Secondo me non è vero che i giovani in Italia giocano poco. Adesso ho avuto un po’ di spazio in più io, sta giocando Scalvini che è della mia stessa età. Forse all’estero hanno meno paura a buttarli dentro, però poi quello che giudica è sempre il campo. Scalvini mi piace, abbiamo sempre giocato contro nei campionati giovanili e insieme in Nazionale, è molto forte”

Sul suo soprannome Chico: “Il mio soprannome fin da bambino. Quando giocavo al Cuneo eravamo tre o quattro Fabio. Ero piccolo e mio padre voleva incitarmi, ma non capivo si riferisse a me da fuori. Poi dopo un torneo vinto siamo andati a cena da un amico che aveva una maglia di questo Chico. Dopo questa serata mio papà ha iniziato a chiamarmi così, poi anche tutti i miei amici e tutti gli altri. In spogliatoio no”

This post was last modified on 7 Ottobre 2022 - 13:49

Francesco Troiano

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Francesco Troiano