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Marchisio sulla Juve: “Non deve succedere!”, poi il paragone su Miretti

Durante il Festival dello Sport di Trento, è intervenuto ai microfoni una vecchia conoscenza della Juventus, Claudio Marchisio. Il Principino ha commentato il “momento no” dei bianconeri, ma non solo.

In particolare, l’ex centrocampista italiano ha avuto parole al miele nei confronti di una delle note positive dell’inizio stagione della squadra di Massimiliano Allegri, ovvero Fabio Miretti.

Miretti Marchisio intervista

L’intervista

MIRETTI – Una bella notizia è Miretti, ragazzo già pronto e di qualità. Ha spensieratezza, forse per questo ha dato qualcosa in mezzo al campo. A me ricorda molto Nedved, chiaro che ne deve fare di strada per arrivare ai livelli di Pavel. Però è una bella notizia il fatto che sia uscito un bel talento dal settore giovanile della Juventus“.

MOMENTO JUVE – Si soffre nel vedere la Juventus di oggi, è una stagione particolare. Chiaramente le aspettative sono sempre alte complice anche la campagna acquisti, poi sta andando diversamente. Da tifoso della Juve non mi capacito che si faccia fatica contro squadre di bassa classifica, logicamente con tutto il rispetto per queste formazioni. Mi auguro che ne possano uscire tutti insieme da questo periodo staff tecnico e giocatori, magari la pausa può servire“.

EREDE – Un nuovo Marchisio? A me piacciono molto, perché in campo mi muovevo come loro, sia Barella che Frattesi. Di Barella sappiamo tutto, invece mi è dispiaciuto che Frattesi questa estate non sia andato in una big“.

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ESPERIENZA ALL’ESTERO –Mi è dispiaciuto vedere andar via Scamacca approdato in Premier League. Anche io sono andato all’estero, in Russia. Paese particolare, alcuni amici che conservo ancora sono pro Putin ed altri contro. Il campionato russo è particolare, io l’ho affrontato con lo Zenit. E San Pietroburgo è una città meravigliosa. Sono stato accolto molto bene, mi sarebbe piaciuto andare avanti ma l’ultimo infortunio subito non me lo ha permesso. Ed ho deciso di rescindere anticipatamente perché mi sembrava corretto per loro“.

FUTURO IN PANCHINA –Non ho mai pensato di allenare, non voglio invecchiare così presto. Perché allenare ti fa invecchiare. Bisognerebbe lavorare in maniera diversa per fare diventare gli ex sportivi in dirigenti, magari con un percorso scolastico e professionale. Questo da voi è un processo che manca, al contrario degli Stati Uniti d’America. I manager non formati e senza grandi competenze nello sport purtroppo fanno danni“.

TEVEZ – Tevez è stata una bandiera della Juve per me, non contano gli anni trascorsi. Questo è un valore che nel nostro sport si sta perdendo. Conta ciò che si riesce a dare alla squadra al di là degli anni trascorsi nel club“.

Elio Granito