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De Sinopoli: “Dare dello zingaro a Vlahovic? Non è razzismo”

Intervenuto a Radio Punto Nuovo a ridosso del match di Coppa Italia che si terrà tra Fiorentina e Juventus all’Artemio Franchi, Federico De Sinopoli – coordinatore dei tifosi della Fiorentina – si è espresso riguardo la situazione di Vlahovic.

Vlahovic Fiorentina Juventus

Questo il comunicato: “Una città intera si è sentita tradita dai comportamenti di un giocatore come Vlahovic, come successo già nel passato. Ho letto la nota della Fiorentina e concordo con quello che ha detto Allegri, sono cose di calcio. C’è un po’ di frustrazione. Nel caso di Vlahovic, Chiesa, Bernardeschi (per citare gli ultimi), parliamo di giocatori che hanno fatto la trafila delle giovanili. C’è qualcosa di identitario che non gli è mai entrato dentro, eppure Chiesa ha giocato a Firenze da quando aveva 10 anni, Bernardeschi è toscano, Vlahovic è stato 5-6 anni con questa maglia. La dimostrazione di odio sportivo fa parte del calcio da sempre. È anche il succo di questo sport, altrimenti assisteremmo al tennis. Nel calcio c’è anche far innervosire l’avversario. Nel calcio di oggi purtroppo il contratto serve esclusivamente come assicurazione per il giocatore di ricevere soldi per tot anni, al netto delle prestazioni. I giocatori oggi vanno considerati tutti in prestito annuale. Se hanno voglia di andare via puntano i piedi e vanno via. Silenzio per Vlahovic? In una città molto chiacchierona come Firenze è difficile avere questo atteggiamento, non fa parte del DNA. Il commento, che sia un coro o un fischio di qualsiasi natura c’è e ci sarà. Il calcio ha vissuto sulle rivalità, su situazioni ambientali di un certo tipo. Altrimenti non ci sarebbe il fattore campo. La Fiorentina è più debole se non riesce ad abbattere psicologicamente una squadra più forte come la Juventus. Fa parte del gioco del calcio. Non c’è mai un razzismo convinto nei cori da stadio. Ognuno cerca di stuzzicare l’altro. Se scappa lo ‘zingaro’ di turno e si parla di Vlahovic non c’è mai la convinzione legata alla provenienza. Tutti noi conosciamo persone dell’Est, di colore. Napoli è una città che nel corso della sua storia è stata più volte colpita dall’eruzione del vulcano, così come Firenze sommersa dalle acque dell’Arno: è un modo per toccare, ma serve sempre in quello che diventa quasi un teatro, una rappresentazione. Le curve fanno le curve, le tribune sembrano piene di persone distinte che spesso e volentieri sono quasi peggio di chi è nei popolari. Tutto va contestualizzato. Diventerebbe uno stadio vero, ma forse completamente diverso rispetto a quello a cui eravamo abituati negli anni ’70, ’80, ’90, quando era stracolmo di gente e c’era un calcio più vero, sicuramente migliore rispetto a quello di oggi. Se Vlahovic esulta? Il problema è se segna. Una volta che ha segnato cambia poco se esulta o meno. La storia del non esultare può capitare a un giocatore con un passato di un certo tipo, Vlahovic ci ha dato speranze ma non ha segnato nulla nella storia della Fiorentina. Faccia quello che gli pare. È da altri che pretendo rispetto. Quello di Vlahovic è stato un tiro mancino. La storia va avanti, la Fiorentina ha altri due attaccanti, dobbiamo pensare a chi c’è. Non a chi è andato via. Vlahovic non merita rispetto e quindi si beccherà le conseguenze. Ma è quello che merita un ragazzo di 20 anni che si fa manovrare, che ha atteggiamenti scorretti. Come hanno il coraggio di chiedere una valanga di quattrini all’anno possono avere il coraggio di andare in uno stadio, giocare una partita e beccarsi fischi e qualche insulto“.