Barzagli: “Con Sarri non ho mai litigato, eravamo in disaccordo su alcune cose. Chiellini e Bonucci due mostri!”

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Andrea Barzagli, ex difensore della Juventus, è tornato a parlare del suo passato nello staff della Juventus allenata da Sarri, e inoltre ha speso qualche parola per i suoi ex compagni di nazionale juventini, Chiellini, Bonucci e Buffon. Di seguito le sue parole.

ITALIA – «Il fattore campo è importante, ma sono ottimista e lo ero anche prima. Il percorso è stato bellissimo, da tanti anni non c’era questa qualità. Mancini e il suo staff hanno fatto un lavoro fantastico, si vede che in quel gruppo c’è qualcosa di speciale e il rinvio di un anno ha permesso a qualche nostro giocatore di crescere ancora».

CHIELLINI E BONUCCI – «Grandissimi. Chiellini e Bonucci sono due mostri. Lo dicono il rendimento, i numeri pazzeschi. Sono il cardine della Nazionale. Giocano ancora a livello altissimo, e poi quando serve un urlaccio… Abbiamo una chat che si chiama proprio BBC. Durante l’Europeo ho cercato di non rompere troppo le scatole, però qualche giorno fa ci siamo sentiti».

RITIRO – «Perché in allenamento arrivavo dopo. Mi disturbava pensare di fare una cosa e poi non riuscirci davvero. Non mi esprimevo più ai miei livelli e allora presi la decisione. Fu giusto: lo Stadium mi fece una festa bellissima».

BUFFON – «Gigi ha una passione innata, è giusto che continui. Ciascuno di noi deve stare bene con se stesso e lui ha una pazza adrenalina».

ADDIO ALLO STAFF DELLA JUVE – «Non ero pronto, avevo sbagliato ad accettare la proposta. Avrei dovuto prendermi un po’ di tempo per me. È stata comunque una bella esperienza rapportarmi con Sarri e il suo staff. Capitava che discutessimo, che non fossimo d’accordo. Ma non abbiamo mai litigato. E andai via perché la pandemia mi fece riflettere su cosa davvero volessi dalla mia vita. Al campo non riuscivo a dare quello che avrei potuto: era colpa mia».

NO AD ALLEGRI – «In questo momento della vita preferisco essere più libero e godermi la famiglia. Mi piace poter programmare qualcosa, staccarmi dalla quotidianità del calcio restando per nell’ambiente con questo ruolo a Dazn. Sorpreso dal suo ritorno? Sì e no. Il Covid ha destabilizzato un po’ tutto ed è complicato programmare bene una squadra. Immagino che la Juve abbia voluto affidare la squadra a un uomo che sa come si vince».

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