LE PAGELLE | Milan-Juventus 1-3: Chiesa super star, Szczesny àncora. La Juve torna in corsa

A San Siro, la Juventus sfrutta i generosissimi assist offerti dalle prestazioni di Napoli e Inter e si rimette in carreggiata per lo scudetto. Partita splendida di Chiesa, che fa il Cristiano nel giorno in cui il Sette si prende una pausa. Intanto Dybala torna determinante in una partita spinosa, ed è la notizia più bella.

Szczesny 7: se la Juventus è, nonostante tutto, la miglior difesa del campionato una gran parte del merito va attribuita lui. Sempre lucido quando gli altri si abbandonano alle distrazioni: una squadra che punta in alto necessita di un grande portiere, e la Juve è fermamente ancorata al suo.

Danilo 6.5: lì dietro mette la calma e l’esperienza che serve a fornire tranquillità a tutto il reparto. La sua trasformazione rispetto alla scorsa stagione continua ad essere sorprendente.

Bonucci 6.5: con il gioco avversario che tende a svilupparsi maggiormente sulle fasce, soffre decisamente di meno la sua posizione alta. Stasera prestazione pulita ed ordinata, che non cancella, tuttavia, la quantità di errori effettuati nelle partite precedenti.

De Ligt 7: il leader della difesa è comunque sempre lui. Anticipa, spazza, pulisce l’area. A tratti lo si trova anche a fare l’esterno: il cross successivamente sprecato da Ramsey è delizioso. Il futuro è suo, ed è luminosissimo.

Frabotta 5.5: trascina la squadra nei primi 15 minuti infuocati della Juventus; poi si fa trascinare dagli altri quando la squadra cala: da quel momento è una prestazione di luci ed ombre. In fase di spinta fa bene, dietro si concede qualche leggerezza potenzialmente sanguinosa: questi non sono ancora i suoi palcoscenici (dall’87’ Demiral sv).

Chiesa 8: oggi indossa mantello e corona di CR7 e porta i tre punti a casa. Letteralmente indemoniato nel primo tempo, quando il palo gli nega il potenziale 1-0 dopo pochi minuti, salvo poi ribadire al 18′ che questa è la sua serata. Si spende in qualche altra percussione velenosa prima di segnare il parziale 2-1 con un sinistro splendido nell’angolino. Nel complesso, mette in seria difficoltà il miglior terzino della Serie A, e questo non può che legittimare ulteriormente la sua prestazione. Partita che giustifica ampiamente il generoso investimento che la società ha voluto fare sul suo cartellino. Esce per un guaio muscolare, ma Pirlo già ha pronto il suo altarino personale: in questo momento Chiesa è imprescindibile. MVP. (dal 65′ Kulusevski 6.5: dopo dieci minuti raccoglie lo spunto eccezionale di Rabiot e avvia una percussione letale in area servendo l’assist a McKennie per il definitivo 3-1. Dopo qualche distrazione, ma ha indubbiamente dato il suo grande contributo).

Bentancur 5: parte male, finisce peggio. Graziato da un arbitro in costante confusione durante tutta la partita, si spende in una serie di tocchi decisamente rivedibili. Non è lui il titolare (dal 74′ Arthur 6: mette ordine a centrocampo, tanto basta).

Rabiot 6.5: avvia l’azione del gol di McKennie, ma la sua è stata una partita in crescendo. Quando gioca così è determinante.

Ramsey 5: pesano ai fini della sua valutazione due gol clamorosamente divorati sotto porta. Per il resto, troppi errori, troppe palle perse e lavoro di inserimento fatto poco e male. Rivedibile (dal 74′ Bernardeschi 5.5: spiace non riuscire a dargli mai un voto superiore, ma il suo contributo è pressoché nullo).

Dybala 7: torna a fare la differenza in una partita che conta. E si sente. L’assist che offre a Chiesa per l’1-0 è un gioiello che può uscire solo da piedi raffinati come i suoi. Regala una prestazione sicura, lucida, da leader. Ecco perché è mancato tanto (dal 65′ McKennie 7: perché non abbia iniziato tra i titolari resta un mistero. È l’unico centrocampista in rosa a compiere degli inserimenti in area consapevoli ed efficaci, e puntualmente timbra).

Ronaldo 6: il re ha abdicato per una sera, ma fortunatamente il suo testimone è stato raccolto da “piedi” eccellenti.

All. Pirlo 7: non è chiara la scelta di schierare Bentancur e Ramsey, evidentemente avulsi dal gioco. La vince grazie a due fenomeni e ai cambi: la strada per diventare un grande allenatore passa per la capacità di saper leggere le partite in corso, e stasera l’ha saputo fare bene.

L’AVVERSARIO

Milan (4-2-3-1): Donnarumma 6; Dalot 5.5 (dall’80’ Kalulu sv), Kjaer 6 (dall’80’ Conti sv), Romagnoli 5.5, Theo 5; Calabria 6.5 (dall’80’ Maldini sv), Kessiè 6; Castillejo 5 (dall’87’ Colombo sv), Calhanoglu 6.5, Hauge 5.5 (dal 68′ Brahim 6); Leao 6. All. Pioli 5

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