LE PAGELLE | Juventus-Lione 2-1: uno straordinario Ronaldo non salva la Juve

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Nonostante lo strapotere del suo giocatore più forte, la Juventus non riesce a staccare il pass per le Final Eight di Lisbona. Ricercare le cause del fallimento nell’atipicità del doppio confronto è la scusa per chi non ha intenzione di guardare in faccia la realtà: questa squadra ha un problema, in campo e in panchina.

Szczesny 6: non gli si può dire nulla. Subisce un tiro in porta: il voto è quasi politico.

Cuadrado 5: viene scelto al posto di Danilo per evitare catastrofi difensive. Primo tempo relativamente sufficiente, poi si fa male e sbaglia qualsiasi cosa rischiando più volte il pasticcio (dal 70′ Danilo 4.5: il perché non dovrebbe essere titolare in questa squadra può essere facilmente sintetizzato nel cross mancino che estrae dal cilindro allo scadere).

De Ligt 6: non arrivano azioni particolarmente insidiose dalle sue parti, anzi, e questo forse è ciò che rende ancora più deprecabile la mancata qualificazione.

Bonucci 6: giudizio perfettamente identico a quello di De Ligt.

Alex Sandro 5.5: sgroppate interessanti che portavano con sé ricordi del passato. In fase di cross viene evidentemente penalizzato dall’assenza di una punta in grado di garantire il colpo di testa. Non è un caso che quando si tratta di far partire dei traversoni appaia spesso spaesato: è il caso della palla regalata agli avversari nell’ultima azione.

Bentancur 6.5: come sempre, onnipresente. Lui è l’inamovibile a centrocampo, il resto è noia. Penalizzato per un rigore assolutamente inesistente.

Pjanic 5: sbaglia troppo nella sua ultima partita in bianconero. Peccato, lascia un po’ d’amaro, nonostante meriti solo affetto (dal 61′ Ramsey 4.5: non meriterebbe alcun voto, e forse per questo una enorme insufficienza è ciò che gli calza meglio. L’anno prossimo è atteso da una netta inversione di marcia).

Rabiot 5.5: fa tante cose belle, ma il più delle volte sbaglia il passaggio più semplice. Sicuramente meglio di Ramsey, ma non basta.

Bernardeschi 5: la progressione sulla linea di fondo rievoca le sgroppate di Juve-Atletico. Queste giocate, lette alla luce della sua snervante incostanza, sollevano più di qualche dubbio: chi è davvero Federico Bernardeschi? (dal 70′ Dybala sv: la sua partita dura 13 minuti. Il rischio di una ricaduta c’era: si è concretizzato il peggiore degli scenari. Dall’83’ Olivieri sv).

Higuaín 5.5: poteva essere la sua serata, diventa la passerella per un inevitabile (e auspicabile) addio.

Ronaldo 7.5: qualcuno l’ha sintetizzata così: per il secondo anno di fila la Juventus non si dimostra all’altezza di Ronaldo. Aggiugerei: nonostante molti detrattori siano pronti ad affermare il contrario. La guida lui la squadra, con i gol e con l’atteggiamento. È una figura determinante, ma senza un organico all’altezza intorno è pressoché inutile tenerlo in rosa.

Sarri 4: è vero che porta a casa un campionato, ma alla prima occasione utile ci fa ricordare perché viene così osteggiato dai tifosi (e – forse – non solo). Questa partita doveva essere aggredita famelicamente dal primo all’ultimo minuto, e invece i suoi sembrano addirittura pecorelle impaurite dal leone. Il carattere viene fuori solo dopo lo straordinario raddoppio di Cristiano, ma a quel punto è autogestione pura. Non è mai entrato nella testa degli avversari, e questo è assolutamente ingiustificabile.

L’AVVERSARIO

Lione (3-5-2): Gomes 6; Denayer 6 (dal 61′ Andersen 6), Marcelo 5.5, Marcal 5.5; Dubois 5 (dal 91′ Tete sv), Caqueret 6, Bruno 6, Aouar 6.5 (dal 91′ Mendes sv), Cornet 5.5; Depay 6.5 (Dal 66′ Dembelè 6), Ekambi 5 (dal 66′ Reine Adelaide J. 5.5). All. Garcia 6.

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