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Editoriale

Con consapevolezza e rispetto: così finalmente riparte il viaggio della Juventus in Champions League

Finalmente. Lo si può dire? Oggi inizia la nuova parte stagione per la Juventus in cui si inizia a far sul serio. Cominciano quelle partite da dentro o fuori, dove il minimo errore e la minima disattenzione possono davvero costare tantissimo. Arriva quelle parte di stagione che ti fa sognare, che ti fa esultare maggiormente alle reti segnate perchè sai che tutto può essere pesante il doppio, il triplo. E finalmente, direi.

E’ terminato il tempo delle incertezze, degli esperimenti, delle variazioni su moduli e giocatori da utilizzare. Da oggi in poi è tutto da in o out, da si o no, da vivere o morire. Niente più forse. E se parliamo di certezze, la Juventus non può non affidarsi a Cristiano Ronaldo nelle sfide di Champions League, a maggior ragione se si trattano delle gare ad eliminazione diretta: negli ultimi anni il portoghese ha segnato 53 reti dagli ottavi di finale in poi. Inutile dire che nessuno ha fatto meglio. I bianconeri confidano nell’asso portoghese per uscire vittoriosi nella gara d’andata di Lione ma non solo, perchè Maurizio Sarri da ieri ha a disposizione l’intera rosa a parte l’infortunato Demiral.

Equesta la differenza più sostanziale ed importante dall’anno scorso, quando la Juventus di Max Allegri arrivò con gli uomini contati alle partite decisive. Certo, Douglas Costa e Khedira (gli ultimi tornati da infortuni lunghi) non hanno minuti nelle gambe e difficilmente giocheranno ma averli portati in Francia è un ottimo segnale per l’intero gruppo. La Juve di oggi ha meno certezze tecnico-tattiche rispetto ad un anno fa, la continua alternanza di buone prestazioni ad altre leggermente discrete lascia un minimo di incertezza in più nelle menti dei giocatori che, però, quando ascoltano l’inno della Champions League scatta in loro qualcosa di speciale. E’ una questione di stimoli, motivazioni. Dopo aver vinto 8 Scudetti consecutivi, è naturale che il pensiero primario sia rivolto alla Coppa dalle grandi orecchie anche se per una serie di motivi è ben più difficile da conquistare.

La Juventus riparte da Lione con la consapevolezza di essere una delle squadre più attrezzate per arrivare fino in fondo, ma anche con il rispetto da portare nei confronti di tutte le avversarie. Il cammino verso la finale di Istambul sarà lungo e tortuoso, pieno di ostacoli che i bianconeri proveranno a superare partita dopo partita, azione dopo azione. “Nella vita non c’è niente di più bello che inseguire un sogno. Se lo raggiungi è un’estasi, altrimenti è stato un bel viaggio” ha detto ieri Maurizio Sarri. Come dargli torto?

This post was last modified on 26 Febbraio 2020 - 14:58

Michele De Blasis

Giornalista pubblicista, 24 anni. Emozionarmi ed emozionare è la cosa più importante. E se lo facciamo parlando di sport, meglio ancora

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Michele De Blasis