Perché i predestinati fanno la storia

Perché i predestinati fanno la storia

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Minuto 77 all’Allianz: Juventus clamorosamente in svantaggio contro una buona Lokomotiv Mosca. I bianconeri attaccano, ci provano, ma non sfondano il muro russo. Poi, il lampo, un colpo di classe degno del migliore Dalì, il genio del surrealismo che trasforma la realtà- in questo caso frustrante-in uno splendido sogno dal più profondo ed istintivo inconscio: Paulo Dybala a giro dal limite, una parabola meravigliosa che regala l’1-1 ai ragazzi di Sarri.

Non è finita-come ogni storia che si rispetti- serve un finale da urlo: passano due minuti e la Joya, da attaccante di razza, sfrutta una respinta non perfetta di Guilherme su tiro di Sandro e fa 2-1. Estasi bianconera. Una partita complicata, messasi su un binario difficile quando Miranchuk aveva portato avanti gli ospiti durante la prima frazione. Madama è apparsa meno brillante del solito: qualche tocco di palla in più e qualche verticalizzazione in meno. Un po’ fumosa e sprecona davanti, contro una Lokomotiv ben messa in campo, aggressiva e pronta a ripartire. È servito il colpo del campione per risolvere una situazione critica, che avrebbe messo a serio rischio la cavalcata bianconera verso gli ottavi. La svolta del predestinato: un talento enorme, fuori dal comune. Già a Palermo lo avevano notato tutti. Con Sarri può arrivare la tanto attesa consacrazione del prodigio argentino. È l’augurio che tutti gli amanti del calcio si fanno. In mano ad un maestro come l’ex Chelsea, Paulo, può e deve crescere per fare l’ultimo salto. Con più costanza. Con più determinazione ancora. Lui può farlo.

Un Dybala sempre più trascinatore. Il modulo lo sta aiutando: nel 4-3-1-2 ha maggiore libertà d’azione. Una prestazione, quella di ieri, totale: deus ex machina quando serviva, finalizzatore, leader tecnico. Bene nell’occupare svariate zone di campo, ottimi i movimenti in sincronia con Ronaldo prima e Higuain dopo. Per certi tratti è stato illuminante. Una Joya sempre più convincente, in pieno regime “sarriano”. Proprio così, un calciatore con elevatissima qualità tecnica, in crescita, che potrebbe diventare tra i migliori al mondo: una ricetta perfetta per il gioco del tecnico bianconero. Ed in estate, addirittura, c’era chi paventava una sua cessione in favore di una prima punta. Due le trattative, con ManUtd e Tottenham. Per fortuna della Juve non andate a buon fine. Perché questo Dybala è un patrimonio calcistico da non sprecare. Il mancino che possiede, il tiro a giro, le accelerazioni, la visione, le intuizioni da artista, gli assoli. Sono qualità non da tutti. Lo ha dimostrato ieri e continuerà a farlo. Con la fiducia di tutti.

Perché nel talento bisogna credere sempre. Il duro lavoro può fruttare, tanto, ma quando hai talento è un’altra cosa. È l’inaspettato, ciò che puoi immaginare. Quando diventa realtà, capisci che senza genio è tutto più cupo. Più tetro. Vivi nell’oscurità, sperando che il lavoro porti i risultati. E poi ci sono i pittori di sogni, come Paulo. Quelli che ti fanno salire il cuore in gola, quelli che fermano gli istanti e li trasformano in capolavori. Perché la storia la fanno i predestinati. È bene saperlo.

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