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Editoriale

Come decidere i big match? Chiedere istruzioni a Mario Mandzukic

Il focus sull’attaccante bianconero

In un’intervista rilasciata qualche mese fa, Zlatan Ibrahimovic aveva dichiarato di volersi portare con sé Gennaro Gattuso in caso di guerra. Il popolo della Juventus, però, identifica in un altro uomo la figura del guerriero, del combattente per antonomasia. Un Mario Mandzukic in versione killer delle big è l’emblema di questa prima parte di stagione a tinte bianconere. Nessuna grande squadra è riuscita a sfuggire dalle grinfie dell’attaccante croato, autentica macchina da gol nell’area piccola.

Napoli, Inter, Lazio, Milan e Roma. Nei momenti decisivi, nelle partite decisive, il numero 17 si esalta, accendendo l’animo dei tifosi e marchiando a fuoco a caratteri cubitali ogni pagina della storia presente della Juventus. Un film visto e rivisto, un’incornata che risuona come un mantra nel curriculum di Mandzukic, e quando il pallone bacia la sua testa dentro l’area piccola, la sentenza è ormai arrivata. Merito di un campione capace di farsi trovare sempre al posto giusto nel momento giusto, merito delle straordinarie abilità nel liberarsi della marcatura avversaria, merito del gran lavoro dei compagni che sanno sempre come sfruttare il suo peso offensivo.

De Sciglio lo cerca e lo trova, l’epilogo già lo conoscete. L’arrivo di Cristiano Ronaldo rischiava di oscurare la luce emanata da Mandzukic, con il campione portoghese inizialmente schierato nel ruolo di prima punta. Le difese molto chiuse, e una certa predispozione di CR7 ad allargarsi sulla sinistra sono state conseguenze dirette per il rientro da titolare dal croato. Un leggero buio iniziale è stato subito rischiarato a suon di gol e prestazioni da leader. Stupiti? Certo che no.

L’istinto da trascinatore, da lottatore, quelli sono gli stessi di una volta. È il suo killer instinct ad essere diventato infallibile. Nell’arco dei 90′ non si contano molti tentativi da parte sua, ma quando va alla conclusione difficilmente sbaglia. Storie di fiducia, di autostima, di desiderio di caricarsi la Juventus sulle spalle nella buona e nella cattiva sorte. Perchè nei momenti complicati serve la scossa del campione. Mario Manduzkic risponde, ancora una volta, presente, trasformando in realtà il primo traguardo di Campioni d’Inverno e risultando decisivo per l’ennesima volta in questa stagione.

This post was last modified on 22 Dicembre 2018 - 22:23

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