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Editoriale

Più forte degli incubi, più forte di tutto: Juve campione

Una notte in vacanza, eppure la vecchia (Signora) passa all’incasso della Storia. Ma ora serve il “nuovo che avanza”, prima che la sinfonia bianconera inizi a suonare stanca al Festival delle grandi. Perché, inutile nascondersi dietro un dito, un ricambio generazionale è quanto mai necessario. Lo sussurra il fisico e la carta d’identità di qualcuno, lo fischia la necessità di cambiare pelle per non cambiare.

Cos’è un viaggio se non l’inanellarsi di pensieri, paure e sogni in una sequenza indefinita? E se ne sono susseguite di parole su questa Juventus, quest’anno. Adesso, con solo il saluto al più grande numero uno di sempre da archiviare, è ora di tirare il fiato e specchiarsi nella forza della propria impresa. Giusto il tempo di prenderne consapevolezza, perché mentre prende forma l’immenso è sempre impercettibile.

Poi verrà il momento di valutare, soppesare attentamente gli ingranaggi da sostituire per tirare a lucido una macchina famelica. Sì, cannibalesca: l’unico aggettivo adatto a una squadra capace di sbattere l’impossibile alle porte degli incubi. Come a San Siro, quando sembrava tutto frantumato, evaporato alla luce dell’infida Scala.

Se la vittoria è sempre un fatto eccezionale, come Allegri va ripetendo, una vittoria così è un’impresa epica degna della penna più fine. E lo dimostra, se ce ne fosse bisogno, la sbavatura del Napoli a Firenze – c’è luogo migliore per porre un finale a una storia fantastica?

Nonostante tutto servirà guardarsi negli occhi e mettere da parte pericolosi sentimentalismi. Perché per continuare a divorare ostacoli come se non esistessero serve essere sordi al cuore, di tanto in tanto. Ecco perché cessioni dolorose potrebbero svelare scenari nuovi, più vasti e suggestivi.

Dirsi stanchi di un paesaggio dorato, come quello a cui ha abituato la scintillante Signora degli ultimi anni, potrebbe sembrare un esercizio di snobismo. È che per chi è immerso nel mondo bianconero esiste sempre un orizzonte più luminoso.

Vivere la vita un morso d’insoddisfazione alla volta rischia di lasciare un appetito incolmabile. Ma la vittoria più grande è sempre quella che deve arrivare. E il traguardo è sempre un passo più in là del punto d’arrivo. Perché, vinto il settimo, l’ottavo si materializza già nei sogni di chi vive e respira Juventus. Fino alla fine, con gli occhi alzati al cielo e la voglia di sfondarlo.

This post was last modified on 16 Maggio 2018 - 18:00

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