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Editoriale

Perché l’Atalanta e la Juventus sono così simili?

Se, ad agosto, avessimo pensato di decretare una sfida tra Atalanta e Juventus come partitissima della Serie A, con ogni probabilità, saremmo stati presi ripetutamente in giro. Oggi, però, le ragioni per affermarlo ci sono e non sono banali: la Juve domina indisturbata in Italia da quasi 6 anni e, per il momento, non esistono rivali accreditate per lo scudetto; dal canto suo, l’Atalanta è apparsa una delle poche squadre (se non l’unica, insieme alla Juventus) ad avere un modello di interpretazione del calcio (in tutte le sue sfaccettature) ben definito. Ma andiamo a scoprire, a tal proposito, perché Juve e Atalanta possono essere considerate così simili.

I MODELLI

Iniziamo dalla Juventus che, con il suo bellissimo stadio di proprietà, i record economici accumulati nel corso degli anni e il podio nel ranking UEFA raggiunto dopo tante stagioni di sacrifici e successi, è tornata a far sventolare la bandiera tricolore in Europa. Per i bianconeri, i traguardi stagionali si chiamano scudetto (e sarebbe il sesto consecutivo: numeri da urlo), Coppa Italia (dodicesima nella storia, nonché terza consecutiva) e Champions League (terza in assoluto, ma non diciamolo a voce troppo alta…): in soldoni, vincere ogni cosa possibile. Per tenere fede allo slogan lanciato da Boniperti (“Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta“, ndr) e per togliersi – una volta in più – una soddisfazione grossa così per dimenticare definitivamente l’inferno della Serie B.

Dall’altra parte, invece, c’è l’Atalanta del settore giovanile e della programmazione meticolosa, quasi maniacale. Con obiettivi e modo di agire ovviamente diversi da quelli bianconeri, ma entrambi accomunati dalla voglia di raggiungere a tutti i costi la perfezione. I nerazzurri, dopo le onerose cessioni di Gagliardini e Caldara, stanno già pensando ai prossimi colpi in uscita: Kessié e Conti sicuramente, ma probabilmente anche Petagna e Gomez. Comportamento sulla falsariga di quello dell’Udinese dei Pozzo, quella squadra capace di lanciare gente come Sanchez, Benatia e Handanovic, ma anche Iaquinta, Pepe, Asamoah e Cuadrado.

IL FUTURO

Il futuro è già segnato: la Juventus, al di là del numero di trofei che si aggiungeranno alla già prestigiosa bacheca, avrà senz’altro altri soldi per nuovi colpi alla Higuain, per restare nell’élite del calcio europeo anche nelle prossime stagioni e per respingere l’attacco di Napoli, Roma e della Milano cinese in Italia. L’Atalanta, invece, investirà i soldi ricavati dal mercato per ampliare il centro sportivo di Zingonia, un gioiello apprezzatissimo in tutta Europa, e per costruire in casa – come da tradizione – i talenti del futuro. Lo stesso Gasperini, raccontandosi a Paolo Condò, ha ammesso di provare emozioni quasi indescrivibili nel vedere i campetti sportivi bergamaschi pieni di bambini vogliosi di imparare l’arte del calcio. E sarà suo (e dei suoi successori) il compito di scovare in questi ragazzini i nuovi giocatori da lanciare senza paura nel calcio dei grandi.

PAROLA AL CAMPO

In campo, infine, il bilancio è chiaro: in 124 gare ufficiali, 68 sono state le vittorie della Juve, con 42 pareggi e 14 successi orobici. Questa è la storia, mentre l’attualità parla di una squadra, quella di Gasperini, che arriva all’appuntamento con un obiettivo ormai stampato in testa: l’Europa League. Quasi da pazzi pensarci alla vigilia del campionato. Ma, poi, anche di un’altra, quella di Allegri, che punta a vincere tutto. Ed è per questo che stasera, all’Atleti Azzurri d’Italia, assisteremo ad un unusual big-match.

This post was last modified on 28 Aprile 2017 - 13:00

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