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Lo stile Juve che permea ogni singolo strato del mondo bianconero non ci consente di alzare trofei immaginari. Gli scudetti d’agosto e di gennaio li lasciamo agli altri che, grazie a essi, possono vantare una bacheca ricchissima. Questo tenere i piedi per terra fa la differenza, ma allo stesso tempo non possiamo nasconderci dietro a un dito: se la Juve non si suicida non ce n’è per nessuno.

La speranza di poter superare questa Juventus fa parte del gioco, altrimenti sarebbe inutile per le avversarie scendere in campo. Già, è proprio questo il punto, la Juventus urla a squarciagola alle sue “dirette” avversarie: “Ma ‘ndo annate” – ai romanisti – , “Ma aro v’abbjat” – ai tifosi partenopei – e così via. La Juve vuole farsi capire proprio da tutti, il messaggio è sempre lo stesso, non c’è trippa per gatti.

hernanes-juventus-settembre-2015-ifaRibadiamolo: niente è scontato, se questa Juventus non entra concentrata può prendere sonori schiaffi e già due ne ha presi, dalle milanesi. La presunzione non deve farsi spazio, ma non deve neanche essere sostituita dalla falsa modestia. Il realismo è l’unica via e questa strada dice che la Juventus abbatte le speranze altrui con cattiveria. La partita di ieri sera, contro il Pescara, è stata una prova di forza notevole. Che il Pescara non sia una squadra temibilissima si sa, ma in Serie A le squadre quelle sono. Il City, il Barcellona e il Bayern appartengono ad altre leghe, quindi, è inutile minimizzare le vittorie bianconere. Il Pescara, l’Udinese e il Genoa rubano punti a quelle stesse dirette avversarie che vorrebbero ridimensionare le vittorie della Juve, ma che allo stesso tempo muoiono disperate perché la Juve certe partite le vince con Asamoah ed Hernanes titolari.

Una squadra B schiacciasassi

Nella sfida casalinga che ha visto la Juventus battere i “delfini”per 3-0 con i gol di Khedira, Mandzukic ed Hernanes, Allegri non ha schierato per infortuni e scelte tecniche Buffon, Dani Alves, Barzagli, Chiellini, Pjanic, Marchisio, Dybala. Togliete sette titolari a Milan, Roma e Napoli e forse anche il Crotone avrebbe la possibilità di fare punti. La squadra B, se così possiamo definirla, della Juventus, invece, è un rullo compressore.

La prova di forza della Juventus dimostra che, nonostante un centrocampo, a detta di tutti, non completato durante il calciomercato, questa squadra è troppo più forte di chi deve sperare nella serata di grazia di qualcuno per portare a casa i tre punti. L’esempio di Higuain è perfetto. L’anno scorso il Napoli aveva un assoluto bisogno dei gol dell’argentino per dare l’assalto ai sogni scudetto. Alla Juve Higuain può anche stare a guardare, tanto ci pensano uno spilungone croato e un brasiliano, scarso a detta di molti, ma che ieri non ne ha sbagliata mezza.

Se a una squadra che può schierare tante seconde linee senza perdere in maniera marcata qualità e intensità, si aggiunge anche la capacità di un intero ambiente di tenere la testa sulle spalle, il quadro diventa completo. Alle concorrenti questo quadro ricorda molto L’urlo di Edvard Munch, ma in realtà non è un quadro, è uno specchio attraverso il quale esse vedono la propria disperazione.

La speranza è l’ultima a morire…

… ma già non sta tanto bene. Quella di Milan, Roma e Napoli di impensierire la Juventus, poi, appare acciaccata dagli anni, anni in cui i proclami di vittoria si sono dovuti scontrare contro un treno merci che viaggia a grandi velocità. Ciò che stupisce è che essa può essere ravvivata solo dalla Juventus stessa: se gli uomini di Allegri mollano – e perché mai dovrebbero farlo a meno di ecatombi ed epidemie scoppiate negli spogliatoi? – , allora tutto si rimette in gioco, altrimenti la speranza degli avversari, immancabilmente, si tramuterà in pazzia… e in ipotesi di complotto.

This post was last modified on 20 Novembre 2016 - 17:51

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