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La chiave tattica – I cambi accendono la luce e portano alla vittoria. Per Pjanić è notte fonda

Juventus-Napoli finisce 2-1 per la panchina bianconera, che porta su un binario favorevole una gara ingabbiata bene dai partenopei, e sicuramente non giocata secondo le aspettative da quelli che dovevano essere i fari della manovra juventina scelti da Allegri sin dal 1′.

CENTROCAMPO SENZA LUCE – Il Napoli inizia carico, manovrando palla con uno o due tocchi al massimo e portandola al piede per pochi metri. Ciò costringe Hernanes ad abbassarsi molto con la complicità di Khedira, per dare man forte ai tre senatori della retroguardia. Tuttavia il brasiliano – nonostante un paio di buone aperture e qualche doppio passo suggestivo – pecca di personalità nel momento in cui deve riorganizzare l’orchestra e far ripartire la Juventus in velocità, nel tentativo di far male all’organizzata difesa azzurra. Qualche metro più avanti giostra invece Pjanić, che però si perde in mezzo allo scacchiere messo su da Maurizio Sarri e viene ingabbiato dalla morsa operata dai corridori Allan e Diawara. Il centrocampista serbo non si prende le responsabilità di una star, non lancia i compagni in profondità e non pensa oltre l’orticello di casa sua. E il compitino appare quindi come un piatto troppo povero per compiacere Allegri e far provare quel senso di sazietà tipico di fine pasto.

stephanlichtsteiner-cropped_zfrxqru5hvdi11c7vgjkcjx2zFASCE SPENTE – Senza luce anche le corsie non brillano, sino al punto da somigliare a pendolini fermi ai box e privi di carburante. Nel primo tempo Lichtsteiner dimostra forse più intraprendenza, con un paio di sortite imbastite e dettate dai lanci del playmaker “di riserva” Bonucci, anche perchè Alex Sandro dall’altra parte si dimostra preoccupato – e a ragione – di Callejon. Ad ogni modo le discese straripanti latitano comunque, mentre Mandzukic si sbatte su tutto il fronte d’attacco pressando anche le curve amiche, ed il gol arriva grazie ad uno scellerato tentativo di rinvio di Ghoulam. Il naturalizzato algerino finisce col servire a Bonucci un pallone da scagliare in rete con violenza (e freddezza) inaudita.

NEW LOOK VINCENTE – Epperò c’è da ricordare che nel mentre, l’ingresso di Juan Cuadrado al posto dello sfortunato Chiellini (problema muscolare per lui), ha incentivato una manovra più fluida e intraprendente sull’out di destra, che in qualche modo ha scosso la compagine bianconera come un mezzo spintone. A completare la vittoria subentrata dalla panchina ci pensa infine Marchisio, che rileva proprio Pjanić addentrandosi nel cuore del centrocampo, domando di fatto l’intero reparto e tenendo a bada Hamsik & company. Il numero 8 si dimostra ancora una volta indispensabile per garantire l’esatta miscela di personalità, filtro davanti alla difesa ed organizzazione diligente del gioco. Basta la sua presenza a far decollare gli aeroplani offensivi della Juventus, che in qualche modo si sentono “protetti” dalla presenza arretrata del principino e allo stesso tempo orchestrati come uno spartito di cui conoscono ogni nota a memoria. E allora anche Alex Sandro, divenuto più intraprendente, cavalca a più riprese la fascia sinistra nonostante il buon atteggiamento tattico di Hysaj che prova a limitare i danni con la collaborazione dei raddoppi. Sarà dunque un caso che il gol decisivo di Higuain avviene di lì a poco? Potrebbe anche trattarsi di coincidenze, si. Alle quali però noi non crediamo. Perchè a volte un cambio, forzato o no, può fornire una spinta generata da forza psicologica maggiore.

Rocco Crea (Twitter @Rocco_Crea)

This post was last modified on 30 Ottobre 2016 - 11:43

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