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L’esperimento che può dare la svolta: la qualità è anche (e soprattutto) sui lati

Potrebbe essere paradossale, ma la chiave tattica di Dinamo Zagabria-Juventus arriva quando la partita è già ampiamente in cassaforte per i bianconeri: quel 4-2-3-1 provato negli ultimi 20′ con l’ingresso di Pjaca merita senza dubbio di essere rivisto in contesti più probanti, magari col rientro di Marchisio che può garantire (si spera) un maggiore dinamismo rispetto alla coppia Khedira-Hernanes. Probabilmente lascerà il tempo che trova il posizionamento di Cuadrado nel ruolo di mezz’ala sinistra, soprattutto col rientro di Sturaro, ma è sempre bello constatare la disponibilità dei giocatori a ricoprire più ruoli.

DIFESA A 4 IN FASE DI NON POSSESSO. Naturalmente, in fase di non possesso, la Juve difende a 4 (come ormai avviene da tempo): Dani Alves avanza, Barzagli si allarga ed Evra si allinea a sinistra, in omaggio al 4-4-2 spurio nato lo scorso anno nella partita di andata col Siviglia. Il punto è che la Dinamo Zagabria non attacca praticamente mai, di conseguenza i bianconeri sono “costretti” ad adoperare la difesa a 3, che nel secondo tempo si rivela palesemente superflua per controllare il solo, abbandonato Fernandes.

DINAMO SENZA CORAGGIO. I croati cambiano modulo almeno 6 volte durante la partita, ma l’atteggiamento è sempre oltremodo attendista quando non rinunciatario: Benkovic si abbassava a comporre una linea a 5, che spesso è stata composta de facto, il risultato è quello di intasare gli spazi centrali senza riuscire per altro a mantenere poco spazio tra i reparti. La Juve ha fatto girare palla senza particolare rapidità, e solo un errore della premiata ditta Sigali-Schildenfeld ha aperto la strada a Pjanic: i bianconeri hanno controllato la partita rischiando oltremodo sull’1-0, il gioco non è ancora fluido e gli errori tecnici sono ancora tanti, forse troppi.

L’ALTERNATIVA. L’assenza di Marchisio non può costituire certo un alibi: aprire il gioco, sfruttando gli esterni di classe e corsa, può rappresentare un’alternativa di gioco interessante. Quel 4-2-3-1, “declinabile” in tanti altri modi (tridente o albero di natale), può rappresentare la chiave tattica di una stagione che non è ancora decollata, ma che ha tutte le carte in regola per farlo. Soprattutto se il ragazzino col numero 21 sulle spalle riprende a lanciare missili verso le porte avversarie.

Gennaro Acunzo

This post was last modified on 28 Settembre 2016 - 15:10

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