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Prima sconfitta della stagione per la Juve, contro gli storici rivali dell’Inter. Gli allarmismi si sprecano, le critche pure: allontaniamoci un momento dai dettagli della partita odierna e andiamo a vedere cosa ancora manca alla Juventus per essere all’altezza delle aspettative. Reduce da 5 scudetti consecutivi, è stata osannata dalla critica ad inizio stagione, promossa prima del tempo big d’Europa, al pari di Real Madrid Barcellona o Bayern Monaco. Parole che, seppur fondate, non solo hanno lusingato e riempito di responsabilità la Juve ma hanno fatto rizzare le orecchie a tutti gli avversari.

Così, se sulla carta tutte le avversarie della Juve vengono date per sfavorite, rimane il campo, giudice finale, a cui i rivali possono appellarsi per far valere il proprio orgoglio. Chiaro anche a loro il divario tecnico con i campioni d’Italia, rimangono solo due modi per affrontare la Juventus: arginarne i punti di forza e dare il 110% quando si affrontano i bianconeri. Di conseguenza assistiamo, in campionato, a squadre che puntualmente sfoderano il massimo della loro forza, spinte dall’impresa che deriverebbe dal fermare la Juve, pronte a bloccare le ormai famose fonti di gioco bianconere: ad esempio, oggi, Bonucci veniva sistematicamente pressato per evitare che sedesse in cabina di regia. Oppure, spostandoci in Europa, troviamo un Siviglia che si chiude per 90 minuti per resistere alla forza offensiva bianconera.

Gli onori dati dalla critica comportano quindi anche oneri. Trovare squadre che danno tutto, che si chiudono, richiede forza lucidità e pazienza, in ogni partita. Se la forza e il potenziale bianconero non sono in discussione, la lucidità e la pazienza sono due aspetti sicuramente da migliorare. La lucidità manca, ed è assolutamente comprensibile: siamo ad inizio campionato, le gambe non girano ancora al massimo e le intese, in una squadra rinnovata, non sono ancora affinate. Perdonabili, per oggi, gli errori di Bonucci prima e Asamoah poi, nelle azioni che hanno portato ai gol.

La pazienza invece è una caratteristica che la Juve ha sempre avuto: giro palla veloce fino per stanare la difesa avversaria e colpire al momento giusto. Oggi, complice la poca freschezza, un centrocampo sicuramente non in palla, questa qualità è venuta un po’ a mancare. Se in fase difensiva la Juve ha saputo pazientare e chiudersi nei momenti di spinta dell’Inter, in fase offensiva troppa frenesia, troppe palle lunghe a cercare il pivot Mandzukic. Ma possiamo parlare anche di pazienza dal punto di vista psicologico, quella che una squadra col dovere di vincere in Italia e in Europa può facilmente perdere quando le cose non vanno nel verso giusto. In questo caso dev’essere il condottiero, Allegri, ad isolare la squadra dalle pressioni.

Occorre quindi imparare ad affrontare avversari che alzano il prezzo della loro pelle contro la Juventus, sapendo adattarsi alle diverse situazioni e mantenendo sempre al massimo la concentrazione. La stagione è ancora lunga e, ricollegandosi alla pazienza, anche i tifosi devono armarsene e supportare una squadra che deve perfezionare il proprio assetto. Le potenzialità tecniche, si sa, sono mostruose, occorre affinare l’intesa e ritrovare il giusto piglio piscologico per dimostrare che le grandi aspettative della critica, sono più che fondate e, prima di tutto, per l’unica cosa che conta, vincere.

This post was last modified on 19 Settembre 2016 - 12:40

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