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Juve-Torino, l’analisi dell’attacco: Parola d’ordine ‘sacrificio’

La Juve vince e segna due gol. In questo avvio di stagione queste sono due cose che fanno notizia, mentre fino a qualche mese fa costituivano l’assoluta normalità. Segno di come siano cambiate le cose e di come la Vecchia Signora debba assolutamente ritrovarsi. Magari partendo proprio da questo successo di misura in un derby sofferto e dal fatto che per la quarta volta in 11 gare si sia segnato più di una rete.

SACRIFICIO – L’attacco non ha incantato nemmeno contro il Torino. I meccanismi sono ancora da oliare, la trama da seguire sembra non essere chiarissima. Quel che rimane dopo il derby della Mole è sicuramente l’enorme spirito di sacrificio che hanno messo in mostra gli attaccanti schierati da Allegri. Morata e Dybala non saranno andati in gol, ma hanno disputato una gara tatticamente mostruosa. E sono stati bravi ad adattarsi anche al cambio di modulo a cui è stato costretto il tecnico bianconero dopo l’infortunio di Khedira.

DYBALA GIOIELLO – La gara di Dybala è stata, come detto, impressionante. L’ex Palermo dà continuamente la sensazione di avere un tasso tecnico superiore a quello di tutti gli altri e l’impressione è che se la Juve facesse la Juve lui potrebbe esplodere definitivamente. Qualità e grinta non gli mancano di certo. Probabilmente è il migliore in campo dei suoi e non  è semplice rientrare tra i migliori quando di mestiere fai l’attaccante e non segni. Il velo con cui libera Pogba in occasione del primo gol bianconero, poi, è magia pura.

MORATA GUERRIERO – Si prende meno le copertine ed esce stremato e arrabbiato, ma è doveroso dedicare il giusto spazio alla gara di Morata. Lo spagnolo deve sacrificarsi a fare l’esterno sinistro dopo aver immaginato tutt’altra gara e nel primo tempo è il migliore in campo per distacco. Non commette un solo errore tattico, copre e attacca con la frequenza e la precisione di uno che quel ruolo lo fa da una vita. Cala un po’ nel secondo tempo anche a causa della piega presa dalla gara e dalle energie che cominciano a mancare. Lancia, però, un messaggio chiarissimo: rinunciare a lui ora è da pazzi.

This post was last modified on 1 Novembre 2015 - 11:10

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