Il Tribunale di Milano riscrive Calciopoli: “Inter, lobbing e rapporti amichevoli con gli arbitri”

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“Lavoro di mobbing nei confronti della classe arbitrale” e “comportamento non proprio commendevole” dell’allora presidente dell’Inter Giacinto Facchetti nei confronti dei designatori arbitrali e degli arbitri stessi. Con queste motivazioni e con una sentenza sul caso Moggi-Facchetti, il giudice Oscar Magi, presidente della quarta sezione penale del tribunale di Milano, cambia drasticamente la posizione della società nerazzurra e dei suoi dirigenti all’interno di Calciopoli. Il famigerato “Scudetto di cartone” assegnato all’Inter nel 2006 in virtù della sua estraneità ai fatti si conferma sempre più come un grossolano errore fatto dagli organi competenti 9 anni fa.

SMENTITA L’ESTRANEITÀ DELL’INTER – La squadra “illibata” viene a mancare, le fondamenta della teoria che portò ad assegnare quello Scudetto all’Inter crollano. All’interno delle motivazioni della sentenza, che assolve Luciano Moggi dall’accusa di aver diffamato la memoria di Giacinto Facchetti, si legge che l’allora presidente nerazzurro intratteneva “rapporti amichevoli e preferenziali” con il mondo arbitrale. Le stesse accuse rivolte a Moggi e Giraudo nel 2006, le stesse accuse che portarono alla retrocessione in B della Juventus e alla revoca degli Scudetti 2005 e 2006. Le telefonate di Facchetti, emerse nel tempo grazie all’incredibile lavoro svolto dalla difesa di Moggi (e che la Procura di Napoli aveva erroneamente tralasciato!), smentiscono totalmente l’estraneità dell’Inter e dei suoi dirigenti, condizioni valutate necessarie nel 2006 per l’assegnazione dello Scudetto.

RAPPORTO PREFERENZIALE CON I DESIGNATORI – Moggi viene assolto, scrive il giudice Magi, perché le sue frasi rivolte a Facchetti “contenevano con certezza una buona veridicità” e, prosegue, affermando che “le intercettazioni telefoniche prodotte” attestano “un rapporto preferenziale che il Facchetti manteneva con i designatori arbitrali dell’epoca”. Cose che già il procuratore federale Stefano Palazzi, seppur con un ritardo che permise all’Inter la scappatoia della prescrizione, affermò chiaramente. Un’assoluzione, quella di Moggi, arrivata anche grazie ad una serie di testimonianze, come quelle degli ex arbitri Bertini e De Santis e anche dell’ex designatore dei guardalinee Gerardo Mazzei (anche lui intercettato al telefono con Facchetti: l’ex presidente nerazzurro faceva pressione per la scelta degli assistenti per un Inter-Juventus del 2004!).

Le mura che difendono l’immagine pura e illibata dell’Inter e dei suoi dirigenti sono crollate! “Piaccia o non piaccia…”.

Nicola Frega (@NicolaFrega)