Dal record d'imbattibilità alla goleada: per Buffon 8 reti nello stesso stadio in due settimane

Dal record d’imbattibilità alla goleada: per Buffon 8 reti nello stesso stadio in due settimane


E poi magari aveva nella testa ancora quella storia infinita, le vecchie immagini in bianco e nero di quando Rivera, distrutto e felice, abbracciava Riva scivolando a terra. Oppure Tardelli, a colori, che urlava e il presidente Pertini che benediva la gioia dell‘ Italia intera. O semplicemente gli sberleffi di Grosso e Del Piero al “Muro” di Dortmund, fine ai muscoli di Balotelli esibiti al mondo forse per l’ultima Volta. 1970, 1982, 2006, 2012 come grani di un rosario. In quei ricordi, che sono un pò quelli dell’intero paese, Gigi Buffon si é già ritagliato un ruolo da protagonista, ma non basta mai. E cosi Italia contro Germania, per il capitano della Nazionale, è sempre un mix di felicità ed emozioni che finiscono quasi sempre in gloria per noi da ventuno anni, finché IL MURO - Lahm e Ribery non conservano un bel ricordo di Gigi Buffon. Il portierone bianconero, infatti, fu il muro contro il quale andarono a sbattere le ambizioni mondiali di Germania e Francia, nel 2006. Con annesso tripudio Azzurro.la notte di Monaco non ha deciso di consegnarlo ancora alla cineteca della nostra memoria collettiva.

No, Buffon non se l’aspettava proprio una serata del genere, tanto più che veniva dalla “santificazione” per il record di imbattibilità. Certo 973 minuti sono tanti, ma anche il poker raccolto dentro la propria porta stavolta non è indifferente, tanto più che l’ultima rete tedesca è stata causato da un fallo da rigore dello stesso portiere, a cui forse è stata risparmiata l’onta dell’espulsione. Insomma lo si è capito: Monaco di Baviera non porta bene a Gigi Buffon, che nel giro di due settimane ha subito otto goal nello stesso stadio. Da quella notte di Champions contro il Bayern a questa di Nazionale contro la Germania, forse per la prima volta in carriera “SuperGigi” è apparso vulnerabile, impotente, come San Sebastiano di Mantegna, davanti alle tante frecce che lo trafiggono. Come si legge dalle pagine della Gazzetta dello Sport, ieri sera il portiere azzurro è sembrato il capitano di una “piccola Italia“, fragile, anche fisicamente, davanti al colosso tedesco.

I quattro goal subiti hanno riportato alla memoria il poker che la Spagna ci inflisse, in finale, proprio nell’ultimo Europeo. “Una sconfitta che ci fa male, dura da digerire, ma meglio così perchè non dovevamo arrivare troppo baldanzosi all’Europeo, dice Buffon, siamo mancati di lucidità, ma questo ci può servire da lezione“.

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