Udinese – Juventus, l'analisi del centrocampo: cambiano gli interpreti ma non la sinfonia

Udinese – Juventus, l’analisi del centrocampo: cambiano gli interpreti ma non la sinfonia


Esordio della Dacia Arena, il nuovo gioiellino del calcio italiano, che viene inaugurato proprio contro la Juve. Complimenti all’Udinese e alla famiglia Pozzo per essere riusciti a realizzare questo impianto davvero bello. Gli uomini di Allegri arrivano con l’intenzione di continuare la marcia trionfale e per fortuna la vittoria arriva anche questa volta.
La sorpresa – il centrocampo Juventino, al tempo del ritorno al 3-5-2 ma nella variante offensiva di Allegri, prevede spesso l’alternanza degli uomini sulle fasce, soprattutto a sinistra dove Evra e Alex Sandro si alternano con buona facilità. Contro l’Udinese è toccato al brasiliano, ma la vera sorpresa è stata un’altra, ovvero Pogba in panchina. Inizialmente si era parlato di lieve attacco influenzale, si scoprirà poi che Paul ha seguito regolarmente la partita dalla tribuna e che si è trattato solo di scelta tecnica, forse in vista della Roma di prossima settimana. Vero è che Asamoah che gioca al suo posto sembra non aver mai lasciato il campo nonostante i tanti mesi di stop. Gioca bene, corre tantissimo, la tecnica è rimasta eccellente e le giocate gli riescono quasi tutte, come quella che provoca la punizione da cui Dybala sbloccherà il risultato. Arriveranno anche un paio di conclusioni non male, il ruolo di interno era suo proprio dalle parti di Udine e sembra non aver dimenticato come si fa. Buon per Allegri aver recuperato un giocatore così per quel ruolo, a maggior ragione ora che la fascia mancina è ben presidiata dalla coppia franco-brasiliana.
La sicurezza – se ne servissero, sono arrivate ulteriori certezze dai due intoccabili del nostro centrocampo, quei Marchisio e Khedira che hanno dato un volto e una dimensione nuova a questa squadra. Claudio in quella posizione gioca che è una meraviglia, detta i tempi e le azioni, anche se inevitabilmente ci rimette in termini di inserimenti: quest’anno infatti sta segnando, e segnerà, molto meno del solito. Inserimenti che invece sembrano piacere tanto a Sami, secondo gol consecutivo per lui, terzo stagionale, a coronamento di una prova, l’ennesima, di una qualità spaventosa: pulito, efficace, decisivo e determinante in ogni giocata. Se ci mettiamo anche il gol, la partita perfetta. Non è il migliore in campo solo perché c’è Dybala, ma non crediamo gli dispiacerà. Che bello vederlo correre per tutta la partita.
Le corsieSandro a sinistra ha vita abbastanza facile. Entra in campo un po’ compassato e si fa ammonire dopo pochi minuti, poi entra in partita e senza strafare arriva anche a segnare il suo primo gol bianconero. Una prestazione buona, senza i soliti dribbling a saltare l’uomo, ma oggi non sono serviti. In compenso, a fine primo tempo una discesa prepotente conclusa alla grande con un tiro a giro sul secondo palo. Di destro. Mica male. Dall’altra parte Lichsteiner non fa più notizia, dopo l’operazione al cuore sembra stancarsi meno di prima e mette la splendida palla per Mandzukic che varrà poi rigore ed espulsione per Danilo. Semplicemente impeccabile, con pochi oneri difensivi e davanti al suo erede designato Widmer sforna un’altra prestazione eccellente.
E grazie anche a queste riserve, se così le possiamo chiamare, arriva la decima vittoria consecutiva che vale il secondo posto in solitaria e un ulteriore allungo su Roma e Fiorentina.
Dario Ghiringhelli (@Dario_Ghiro)

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