Patrice Evra, in campo con la grinta di un ragazzino e l'esperienza di un veterano

Patrice Evra, in campo con la grinta di un ragazzino e l’esperienza di un veterano


La Juventus non è, per Evra, la sua prima avventura in Italia, quella del francese è una storia meravigliosa, la storia di chi, partendo dal basso, con le proprie forze e le proprie capacità riesce a conquistare e a realizzare l’inimmaginabile: Il francese era arrivato giovanissimo in Italia, nella stagione 1997/98 in cerca di fortuna. Il primo club a interessarsi a lui fu il Torino, ma, alla fine, andò al Marsala, nell’allora C1. Giocava attaccante esterno o seconda punta. L’anno successivo giocò nel Monza, in B, sempre da attaccante. Esperienza poco esaltante che spinse il club brianzolo a rispedirlo in Francia, al Nizza, in Ligue2. Da qui è iniziata la scalata di Evra che, proprio in Costa Azzurra viene trasformato in terzino di spinta. Da lì in poi la scalata del francese ha inizio: Monaco prima, Manchester United poi, e trofei a non finire.

IL TERZINO GIUSTO – Quando Evra è arrivato a Torino, a parametro zero dal Manchester United (classico colpo alla Marotta), nel luglio del 2014, in molti nell’ambiente Juve storcevano il naso: qualcuno sosteneva, vista l’età, che fosse un calciatore finito, altri avevano immaginato un profilo totalmente diverso per l’out di sinistra. I tifosi bianconeri vivevano un incubo ben preciso: quello relativo alla “maledizione del terzino sinistro”, ruolo, che negli anni del post-Calciopoli, rappresentava una vera e propria piaga per una squadra in ricostruzione come la Juventus, gli interpreti, infatti, lasciavano ampiamente a desiderare: Traorè, Molinaro, De Ceglie, “l’esperimento” Chiellini solo per citarne alcuni. Da quel luglio 2014, nonostante lo scetticismo generale, la musica è cambiata e finalmente la Juventus ha potuto godere delle giocate di un signor terzino come Patrice Evra, che a suon di grandi prestazioni e un viscerale attaccamento alla maglia si è guadagnato l’amore dei tifosi della Vecchia Signora.

PATRICE EVRA, ANNI 34, MA SOLO ALL’ANAGRAFE – Il francese ha stupito tutti, svolge egregiamente sia la fase difensiva che quella offensiva, è dotato di una buona tecnica di base, oltre che di un grande senso tattico, dà il meglio di sé in una difesa a quattro, ma può giocare tranquillamente anche come esterno alto a sinistra in un centrocampo a cinque. La duttilità non è l’unica grande caratteristica di Evra, il terzino è tra i calciatori più generosi e grintosi che abbiano mai vestito la maglia bianconera, in campo dà l’anima e, nonostante l’età, corre come un forsennato per la causa bianconera. Grazie al piede sinistro molto ben educato ama andare sul fondo per servire assist invitanti ai compagni (fondamentale per il quale è particolarmente dotato); il copione si è ripetuto domenica scorsa al “Braglia” di Modena con un cross al bacio disegnato appositamente per la conclusione di testa di Mario Mandzukic. Le qualità di Evra non si discutono, così come non si discute l’immensa professionalità messa in mostra dal francese, il quale è il primo, insieme a Buffon e pochi altri, a metterci la faccia nei momenti di difficoltà, a lanciare messaggi importanti e ben precisi alla squadra intera. Insomma il francese è una figura carismatica all’interno dello spogliatoio, si comporta da leader ed è sicuramente un esempio da seguire per i più giovani. Alcune dichiarazioni rilasciate dal terzino bianconero hanno toccato la coscienza di tutti i componenti di questa Juventus, anche di chi la vive da tantissimi anni. E sembra che qualcosa abbiano smosso, si è notata nei bianconeri la voglia di portare a casa il risultato a prescindere, iniziando forse a ritrovare quella grinta e quella solidità mentale che parevano davvero andate perdute in questo nebuloso avvio di stagione. Dall’alto della sua esperienza Evra ha subito capito cosa voglia dire indossare la casacca bianconera: si scende in campo per essere i migliori, sempre e comunque.

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IL FUTURO – Il francese è in scadenza di contratto a giugno 2016 e il suo futuro è tutt’altro che certo. Da Corso Galileo Ferraris non arrivano, al momento, segnali forti e concreti relativi ad una offerta da parte della dirigenza bianconera. In molti sono addirittura pronti a giurare di aver visto un camion dei traslochi sotto l’abitazione di Evra, segnale di un addio imminente. Il francese gode della stima di Allegri e dell’intero spogliatoio, quando c’è bisogno di esperienza il tecnico livornese sa a chi affidare la maglia da titolare. La concorrenza sull’out di sinistra non manca, vista la presenza in organico di un certo Alex Sandro che, siamo sicuri, diventerà pedina inamovibile della Juventus del futuro, ma Patrice potrebbe accettare anche un rinnovo con nuove prospettive, magari dirigenziali. Tuttavia, le grandi doti comunicative e morali, nonchè le immense conoscenze tecnico-tattiche, fanno presagire ad una futura carriera da allenatore per il terzino bianconero. Magari, un giorno, Patrice Evra, che incarna alla perfezione il famoso “stile Juve”, potrebbe sedere proprio sulla panchina bianconera, e in tal caso siamo sicuri che i successi non tarderanno ad arrivare.

LUCA PIEDEPALUMBO

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